martedì 26 maggio 2026

Traduzione automatica a Cracovia

 
Lenticchie e birra sullo sfondo della valle dell'Adige
Sono in viaggio per il convegno SILFI 2026 a Cracovia: domani, 27 maggio, parlerò su un tema che ben conosco: la Valutazione dell’italiano delle traduzioni eseguite da LLM. In questo momento, a bordo del RailJet 84 delle ferrovie austriache, sto risalendo la valle dell’Adige... spettacolare quando uno può guardarla per bene senza dover tener gli occhi fissi sulla strada!
 
Per quanto riguarda il mio lavoro, a inizio intervento conto di presentare quattro punti che sono un po’ premesse e un po’ conclusioni:
  1. Verso l’italiano, i sistemi attuali producono per alcuni tipi di testo e per alcune lingue di partenza traduzioni di livello paragonabile a quello di una buona traduzione umana non sottoposta a un’ultima revisione
  2. Di fronte a traduzioni di questo tipo, prive di indicazione d’origine, spesso anche dei valutatori esperti non riescono a distinguere tra traduzione umana e traduzione automatica
  3. Almeno in alcuni ambiti, gli LLM generalisti come ChatGPT forniscono traduzioni di qualità superiore a quella di sistemi specializzati come DeepL
  4. Come per i traduttori umani, gli LLM producono regolarmente esempi di traduttese
Dico “un po’ premesse e un po’ conclusioni” perché lo stato di cose che descrivo mi sembra ormai accettato, nelle linee generali, ma poco documentato (soprattutto per l’italiano). Io spero di contribuire a documentarlo mostrando in particolare i risultati di una valutazione compiuta con gli studenti della laurea magistrale in Linguistica e traduzione dell’Università di Pisa. Abbiamo condotto le prove su brevi sezioni iniziali di tre romanzi, tra cui l’ultimo di McEwan e il sempre caro Nova di Samuel R. Delany, confrontando il lavoro di ChatGPT e DeepL con la venerabile traduzione di Renato Prinzhofer pubblicata a suo tempo dalla Nord.
 
E a parte questo… a Cracovia ci vado in treno! Purtroppo non ho fondi sufficienti a permettermi di fare in treno anche il viaggio di ritorno, per il quale dovrò ripiegare sull’economico volo Ryanair diretto da Cracovia a Pisa. Ma almeno all’andata si va in modo più sostenibile, da Ripafratta e cambi a Pisa Centrale, Firenze Santa Maria Novella, Verona Porta Nuova e Rosenheim, con arrivo auspicato domattina alle 7 a Cracovia Centrale (Kraków Główny)!
 

martedì 19 maggio 2026

Insegnanti e centauri


Centauri capovolti: collage di Cory Doctorow da https://pluralistic.net/2021/02/17/reverse-centaur/ licenza CC 4.0 By
Vogliamo insegnanti che usano strumenti, o strumenti che usano insegnanti?
 
Nelle ultime settimane ho avuto occasione di incontrare molti docenti e, soprattutto, futuri docenti delle scuole secondarie italiane. Ci sarebbero innumerevoli cose positive da dire in rapporto a queste persone competenti e motivate! Vorrei però fare qualche considerazione partendo da ciò che mi ha colpito di più negli scambi: l’ideologia di rassegnazione e sconfitta con cui queste persone sembrano costrette a confrontarsi ogni giorno. Sembra quasi che su di loro, per creare stordimento, vengano riversate alcune idee tanto assurde quanto paralizzanti e ossessive:
  • che gli studenti abbiano competenze sempre minori 
  • che l’IA sia inevitabile 
  • che tutto vada in una sola direzione 
  •  che l’unica scelta possibile sia rassegnarsi
 
Io non credo a nessuno di questi luoghi comuni, che spesso sono smentiti da dati precisi e rilevazioni scientifiche. Per esempio, le competenze degli studenti, in Italia, sembrano stabili da un quarto di secolo (dovremmo rafforzarle, certo, ma questo è un discorso ben diverso rispetto al credere che siano in drammatico e irreversibile declino). E per quanto riguarda l’IA, non c’è niente di inevitabile! Certo, le decisioni in questo settore devono fare i conti con potenti interessi economici e politici, ma l’esito di queste battaglie è tutt’altro che scontato – anche se sta vincendo una retorica che dice che il futuro è già deciso.
 
Nello specifico, sul rapporto con l’IA mi sembra utile riprendere una distinzione emersa nei dibattiti recenti. Ethan Mollick ha parlato infatti del modello del “centauro”: l’essere umano e la macchina collaborano, ma resta abbastanza chiaro che cosa fa l’uno e che cosa fa l’altra. Prendendo spunto da qui, Cory Doctorow ha però fatto notare che il rapporto tra le componenti del centauro può concretizzarsi in due situazioni ben diverse.
 
Da un lato, infatti, possiamo immaginarci il centauro in modo ottimistico: un essere umano che usa la macchina per svolgere i compiti che gli interessano. E dall’altro, possiamo immaginarci quello che Doctorow definisce il “reverse centaur” e che io chiamerei il “centauro capovolto”: una macchina che controlla un essere umano per svolgere i compiti che la macchina non è in grado di eseguire. Sembra una situazione da fantascienza? In realtà, è esattamente ciò che avviene quando le organizzazioni mettono sotto controllo gli esseri umani attraverso tecnologie digitali per svolgere attività che le macchine non sono in grado di eseguire: dalle consegne a domicilio alla correzione di compiti.
 
Ora, in rapporto al mondo dell’educazione, non c’è dubbio che oggi siano in molti a sognare la trasformazione degli insegnanti in centauri capovolti: da alcune forze politiche alle organizzazioni che puntano a introdursi nel mercato della didattica. Ma io voglio vivere in un altro mondo: quello in cui gli insegnanti possono decidere, nella loro autonomia se servirsi o meno degli strumenti tecnologici! E in cui, se decidono di farlo, possono farlo come piace a loro. Da centauri giusti.