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mercoledì 27 dicembre 2017

Tavosanis, L’italiano L2 negli elaborati universitari del Corpus ICoN


 
“Quaderni di AIΩN”, n.s., 5
Ho ricevuto da poche settimane l’estratto di un mio contributo dedicato a L’italiano L2 negli elaborati universitari del Corpus ICoN: esempi di analisi. Il contributo è il frutto del lavoro svolto in un Progetto di ricerca di interesse nazionale (PRIN) iniziato nel 2012 e terminato nel 2015. Questo lavoro si è concretizzato in diverse pubblicazioni, in parte già uscite e in parte ancora in stampa, e in un sito web: Corpus ICoN.
 
Il contributo appena uscito era stato presentato in forma orale durante un convegno del PRIN tenuto nella splendida cornice di Procida. Per quanto riguarda i contenuti, all’interno del contributo vengono fornite in primo luogo alcune informazioni di base sul Corpus ICoN. Vengono poi presentati due esempi di analisi eseguite sui materiali del corpus, e su queste mi sembra utile dire qualche parola.
 
Il primo esempio è un confronto tra gli errori nell’uso dell’articolo determinativo da parte di studenti di varia L1. Il secondo, portato avanti con l’uso del programma READ-IT, è un esame di alcuni tratti linguistici negli elaborati di studenti che hanno come L1 spagnolo, greco, portoghese e russo.
 
Per quest’ultimo punto, a parità di condizioni, sarebbe intuitivo che l’uso dell’italiano fosse più flessibile ed evoluto da parte degli studenti che hanno una L1 più vicina all’italiano. Facendo controlli quantitativi, però, le scale risultano diverse dal previsto. Prendiamo per esempio la lunghezza media delle frasi, dando per scontato che frasi più lunghe indichino una maggiore confidenza con la sintassi italiana. I risultati nel campione preso in esame, espressi in token, sono stati:
 

  • Spagnolo 39 
  • Greco 35 
  • Portoghese 31 
  • Russo 28
 
Se le posizioni estreme di spagnolo e russo non sorprendono, è più strano che la confidenza risulti maggiore negli studenti greci che in quelli portoghesi.

Il campione usato è piuttosto ridotto, circa 30.000 token per ogni lingua, ed è bene non trarre conclusioni affrettate su questa base. Disponendo di  informazioni quantitative, è però adesso possibile allargare i confronti e vedere se lo stesso fenomeno si ritrova in altri contesti.

Mirko Tavosanis, L’italiano L2 negli elaborati universitari del Corpus ICoN: esempi di analisi , in Scritture brevi: segni, testi e contesti. Dalle iscrizioni antiche ai tweet, a cura di Alberto Manco e Azzurra Mancini, “Quaderni di AIΩN”, n.s., 5 , 2016 (ma 2017), pp. 177-187, ISSN 1825-2796, ISBN 978-88-6719-140-6. Estratto.
 

venerdì 23 gennaio 2015

Attività ICoN

 
Lunga vita al Consorzio interuniversitario ICoN!
Come dicevo la settimana scorsa, è un peccato non raccontare tutte le splendide cose che abbiamo fatto negli ultimi mesi al Consorzio interuniversitario ICoN!
 
Lavorando giorno per giorno a queste attività, siccome il lavoro è impegnativo al massimo, è facile perdersi nelle singole scadenze. Però ogni tanto mi fermo un attimo, mi guardo alle spalle e rimango impressionato anch’io da tutto quello che abbiamo fatto e da tutto quello che stiamo facendo. A me è capitato di farlo giusto ieri, al termine di una lezione introduttiva in presenza per il nostro Master in Traduzione specialistica inglese > italiano. Queste settimane poi sono particolarmente adatte a una riflessione, visto che sono ormai arrivato alla scadenza del mio mandato quadriennale (eh, sì, il tempo vola!) come Direttore del Consorzio.
 
Giusto per citare le novità più vistose del 2014… A ICoN abbiamo:
 
  • erogato corsi di lingua a distanza per quasi 700 studenti universitari brasiliani in arrivo in Italia con il programma Ciência sem Fronteiras
  • prodotto e iniziato a diffondere un corso online per l’esame “AP® Italian Language and Culture” negli Stati Uniti, in collaborazione con lo IACE 
  • organizzato un Seminario a Roma su “L’italiano come risorsa per il sistema Italia”, producendo anche gli Atti su carta e come e-book scaricabile gratuitamente
  • tenuto, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico del Consolato d’Italia a Mendoza in Argentina, un corso di aggiornamento a distanza per i docenti della Federación de Entidades Cuyanas para la Instrucción y Cultura en Lengua Italiana (F.E.C.I.C.L.I)
 
Il tutto in aggiunta alla prosecuzione regolare di tante iniziative che hanno ormai molti anni di storia alle spalle: il Corso di Laurea in Lingua e cultura italiana per stranieri, i corsi di lingua per Trentini nel Mondo, tre Master, i corsi di lingua in autoapprendimento online…
 
Di ICoN ho già parlato in diverse occasioni su questo blog, ma in modo un po’ sparso. Approfitto di questo post per dichiarare la mia profonda soddisfazione nell’aver potuto contribuire per molti anni a una struttura che può vantare un programma stimolante e visionario e la collaborazione di tante persone eccezionalmente brave e competenti!
 

sabato 13 ottobre 2012

ICoN: i nuovi corsi di lingua italiana

 
La prossima settimana sarà la dodicesima Settimana della Lingua Italiana nel mondo, che prevede una nutrita serie di iniziative per la diffusione della lingua (anche se il sito ufficiale dell’ente promotore, cioè il Ministero degli Affari Esteri, curiosamente, non riporta indicazioni aggiornate). Io sono qui in Asia orientale anche per dare il mio piccolo contributo all’iniziativa, e quindi domenica volerò all’Istituto Italiano di Cultura di Giacarta (via Kuala Lumpur) per fare una presentazione sul rapporto tra insegnamento della lingua italiana e nuove tecnologie. Spero di approfittarne per girare un po’ per Giava – e di avere l’occasione di scrivere qualche post da lì!
 
Oltre alle azioni in presenza, però, il mio lavoro per ICoN e per la diffusione dell’italiano è al momento dedicato in buona parte alle azioni a distanza. In particolare, dall’inizio di settembre, con ICoN abbiamo iniziato a promuovere i nostri nuovissimi corsi di italiano: uno per il livello A1 (“base”) e uno per il livello A2 (“principiante”) del Quadro Comune Europeo.
 
I corsi sono normalmente in vendita in autoapprendimento a 150 euro. Per la Settimana della Lingua Italiana nel mondo li offriremo però, scontati, a 120 euro. In più, faremo una piccola campagna promozionale che in queste settimane ho cercato di coordinare al meglio attraverso una montagna di messaggi di posta elettronica e di conversazioni via Skype. Spero che molti approfittino dell’occasione per acquistare...
 
Di sicuro, ho il forte sospetto che nei prossimi mesi dovrò dedicare buona parte del mio tempo alla commercializzazione di questi corsi, e di quelli di prossima uscita (entro fine anno sarà disponibile anche il B1, e così via). Compito non facile – ma l’organizzazione ICoN è fatta di persone molto brave e competenti, e i corsi sono di alto livello, quindi con un po’ di fortuna per la prossima Settimana della Lingua Italiana avremo qualche risultato interessante da presentare.
 

martedì 22 maggio 2018

Cominetti e Tavosanis, The ICoN Corpus of Academic Written Italian (L1 and L2)

  
 
LREC 2018 a Miyazaki
Per LREC 2018 a Miyazaki ho presentato (con poster) la versione completa del Corpus ICoN, realizzato assieme a Federica Cominetti. Il contributo si intitola The ICoN Corpus of Academic Written Italian (L1 and L2) ed è adesso disponibile negli Atti del Convegno LREC 2018, scaricabili integralmente – anche se il file è davvero ingombrante: 362Mb nella versione zippata!
 
Il contributo è appunto una descrizione completa, in inglese, del modo con cui è stato realizzato il corpus ICoN: al momento il più ampio corpus comparabile di produzioni scritte da italiani madrelingua e da apprendenti di italiano (con 41 diverse lingue madri). Il sottocorpus di testi di stranieri è infatti formato da 2.115.000 token, quello di testi di italiani da 1.769.000 token. Caratteristiche e statistiche del corpus sono presentate in dettaglio, e dal mio punto di vista questa presentazione è quella definitiva e di riferimento.
 
Una sezione dimostrativa del contributo presenta inoltre un saggio di analisi sull’uso delle collocazioni. L’analisi ha mostrato che “the most frequent multiword expressions included in the L1 and L2 sub-corpora tend to be the same”. Cioè che in sostanza, quando usano collocazioni, polirematiche e frasi idiomatiche, gli studenti stranieri lo fanno in modo molto simile a quello degli studenti italiani. Per esempio, le cinque espressioni nominali (“multiword nouns”) con il punteggio LMI più alto nelle produzioni di stranieri sono queste:
 

  1. Punto di vista 
  2. Punto di riferimento 
  3. Essere umano 
  4. Stato d’animo 
  5. Mezzo di comunicazione 
 Le cinque corrispondenti nelle produzioni di italiani sono:
 

  1. Punto di vista 
  2. Essere umano 
  3. Mezzo di comunicazione 
  4. Stato d’animo 
  5. Messa in scena
 
La cosa non era ovvia... e al tempo stesso, va notato i punteggi LMI sono più alti nei testi di stranieri: per esempio, “stato d’animo” ha LMI di 445 nei testi di stranieri, di 316 in quelli di italiani. A Miyazaki ho visto molto interesse nei confronti di questo tipo di analisi, e la cosa è particolarmente interessante perché gli studi italiani in materia mi sembrano molto più avanzati di quelli condotti per altre lingue, a cominciare dall’inglese.
 
Federica Cominetti e Mirko Tavosanis, The ICoN Corpus of Academic Written Italian (L1 and L2), Parigi, ELRA, 2018, ISBN 979-10-95546-00-9, pp. 4077-4083.
 

martedì 16 febbraio 2016

Un saluto a ICoN

 
Il logo del Consorzio interuniversitario ICoN
Venerdì scorso ho terminato, dopo quasi cinque anni, la mia attività di Direttore del Consorzio interuniversitario ICoN. Mi sostituisce la dottoressa Chiara Rossi, che negli ultimi mesi si era già occupata di buona parte della gestione.
 
Sono stati cinque anni… interessanti, per usare un eufemismo! Qualche segno di questo entusiasmo si è visto anche su questo blog, ogni tanto. Ma in generale, questo è un momento molto positivo e stimolante per la diffusione della lingua e della cultura italiana via Internet. Vorrei quindi ringraziare innanzitutto il Presidente del Consorzio, Mirko Tavoni, e i componenti del Consiglio di Amministrazione, per la possibilità che mi hanno dato di collaborare a questa impresa e per la fiducia che mi hanno rinnovato anche l’anno scorso.
 
Un altro ringraziamento speciale va poi ai dipendenti e ai collaboratori del Consorzio. A ICoN lavorano molte persone di grandi capacità e di cui ho avuto modo di apprezzare in infinite occasioni l’iniziativa e l’autonomia: sono convinto che tutti saranno in grado di cogliere al meglio le opportunità che si stanno aprendo in un momento di grandi cambiamenti.
 
Lato mio… i prossimi mesi saranno, anche senza l’impegno con ICoN, pieni di attività universitarie e di corsi da portare avanti. Soprattutto, però, conto di poter dedicare presto il giusto tempo allo studio e alla ricerca, in una serie di direzioni che in parte lasciano già qualche traccia in rete.
 

giovedì 9 maggio 2013

Didamatica e Wikipedia


Orgoglio ICoN a Didamatica
Martedì ho parlato di Wikipedia e scrittura 2.0 a Didamatica. Il mio intervento era intitolato Insegnamento universitario della scrittura 2.0 attraverso Wikipedia e descrive in sostanza le mie esperienze degli ultimi anni nei corsi e laboratori di scrittura delle lauree triennali. Nella stessa sessione, Elisa Bianchi e Nadia Gatto parlavano di metadati per l’e-learning, il che rendeva piuttosto nutrita la pattuglia di ICoN! Stamattina invece ci sarà una sessione sulla didattica dell’informatica in cui parleranno, tra gli altri, Andrea Plazzi, Giovanni Cignoni e Fabio Gadducci.
 
Una curiosità tecnica: gli atti del convegno ci sono stati forniti solo su penna USB, nella forma di un enorme PDF. Spero sia prevista presto la pubblicazione in rete! Nel frattempo, i dati del mio articolo sono: Mirko Tavosanis, Insegnamento universitario della scrittura 2.0 attraverso Wikipedia, in Tecnologie e metodi per la didattica del futuro. Atti della 27a DIDAMATICA , Pisa, 7-8-9 maggio 2013, Pisa, CNR, 2013, ISBN 978-88-98091-10-2, pp. 407-410.
 
A fine mese tornerò poi a trattare di scrittura e Wikipedia a Strasburgo per il convegno annuale dell’American Association of Teachers of Italian (AATI). Il 1 giugno dalle 14 alle 14.15 in sala Ernest H. Wilkins gestirò infatti una sessione intitolata L’italiano in e-learning e parlerò di Insegnamento della scrittura universitaria attraverso Wikipedia concentrandomi però soprattutto sul lavoro fatto per il Master in Traduzione specialistica del Consorzio ICoN. Assieme a me verranno da ICoN Nadia Gatto (Ada: una piattaforma e- learning per l’apprendimento linguistico) ed Elisa Bianchi (Scenari didattici e proposte per l’insegnamento dell’italiano in e-learning).
 

venerdì 24 dicembre 2021

Cominetti e Tavosanis, Interferenza della L1 nell’apprendimento degli articoli in italiano L2

 
I due volumi con gli atti del convegno SILFI 2016
Sono finalmente usciti due volumi che presentano una selezione di contributi basati sugli interventi tenuti al convegno SILFI di Madrid. Il percorso senz’altro non è stato facile, visto che il convegno si è svolto nel 2016 – ma sono molto contento che sia giunto a termine!
 
Di sicuro, il prodotto finale è imponente: per quanto si tratti di una selezione, si concretizza appunto a due volumi che arrivano in totale quasi a milletrecento pagine. All’interno si trova anche un contributo scritto da Federica Cominetti e da me: Interferenza della L1 nell’apprendimento degli articoli in italiano L2: una ricerca sul corpus ICoN. Spero che molte delle cose dette lì possano ancora essere utili!
 
Il nostro testo include una presentazione del Corpus ICoN, che però al momento della consegna del contributo era ancora in uno stato provvisorio: la presentazione definitiva è quindi quella pubblicata nel 2018 in un altro intervento di cui ho già parlato. Quella uscita ora, più che una presentazione istituzionale, è comunque soprattutto una ricerca sull’interferenza del sistema degli articoli della L1 nell’apprendimento degli articoli in italiano L2, e in quanto tale mi sembra non sia invecchiata.
 
L’analisi presentata, qualitativa e quantitativa, si concentra sugli errori nell’uso degli articoli in quattro sottocorpora estratti dal corpus ICoN. I quattro sottocorpora scelti comprendono testi di italiano L2 scritti da parlanti nativi di due lingue dotate di articoli (inglese e tedesco) e di due lingue prive di articoli (russo e ceco). A questi viene affiancato un sottocorpus realizzato da parlanti nativi di spagnolo.
 
In sintesi, l’analisi degli errori mostra che l’esistenza di un sistema di articoli in L1 è correlata nel corpus a un uso più corretto degli articoli in italiano L2, con un effetto di interferenza positiva. Tuttavia, questa considerazione è valida solo per errori legati alle regole d’uso degli articoli, e non per le regole fonomorfologiche. La frequenza degli errori fonomorfologici nei sottocorpora sembra infatti indipendente dalla presenza o assenza di articoli nella L1. In altri termini, anche se chi ha come madrelingua il russo (senza articoli) commette più errori rispetto a chi ha come madrelingua il tedesco (con articoli) nel decidere quando l’articolo va usato e quando no, le differenze scompaiono al momento di decidere se l’articolo deve essere il o lo, eccetera. Ecco alcuni esempi di errore fonomorfologico ricavati dal corpus:
 
  • L1 ceco: E lo terzo tipo dello spirito esprime la totalità infinita e racchiude la filosofia, la religione e l'arte.
  • L1 russo: Tra i scrittori italiani attivi nel periodo del secondo dopoguerra si ascrive l'operato di Elsa Morante.
  • L1 tedesco: Così nel 1612 l'Accademia della Crusca sviluppò un vocabolario delle parole dei scrittori.
  • L1 inglese: Clodoveo, invece, implorando il Dio degli Cristiani sul campo di battaglia vide i suoi nemici scappare.
 
Più in dettaglio, il contributo ipotizza che gli errori d’uso commessi da anglofoni e germanofoni si spieghino in parte con l’interferenza negativa, dovuta alla non perfetta sovrapponibilità dei sistemi di articoli delle due lingue con quello dell'italiano.
 
Federica Cominetti e Mirko Tavosanis, Interferenza della L1 nell’apprendimento degli articoli in italiano L2: una ricerca sul corpus ICoN, in Acquisizione e didattica dell’italiano: riflessioni linguistiche, nuovi apprendenti e uno sguardo al passato, a cura di Margarita Borreguero Zuloaga, Berlino, Peter Lang, 2021, 2 volumi, pp. 1252, ISBN 978-3-631-75782-6, pp. 97-119. Copia ricevuta come autore.
 

domenica 5 giugno 2011

Impegni ICoN


Uno dei motivi per cui gli aggiornamenti del blog sono abbastanza sporadici: ai miei normali impegni di lavoro si è aggiunto, dall'inizio di aprile, il ruolo di direttore del Consorzio ICoN. La quantità di lavoro connessa è, diciamo, elevata. Però ovviamente si tratta di una grande soddisfazione!

ICoN è un consorzio di università italiane che ha una missione ben precisa: "promuovere e diffondere la lingua e la cultura dell'Italia nel mondo attraverso tecnologie telematiche e specifiche iniziative didattiche". A questo scopo, eroga da anni un corso di laurea triennale in Lingua e cultura italiana per stranieri (on line) e produce e distribuisce corsi di lingua.

Vale la pena di notare che un approccio del genere alla promozione della lingua italiana è uno dei pochi che abbia senso. Spesso capita di sentire interventi che interpretano la "difesa" della lingua italiana come il dare contro ad altre lingue: proibire le interferenze, combattere l'inglese e così via. L'idea alla base di ICoN è praticamente opposta: fornire qualcosa in più, dando un modo per studiare la lingua e la cultura italiana a chi non avrebbe la possibilità di arrivarci attraverso altri canali.

Sono quindi molto soddisfatto e orgoglioso di poter dare un contributo a un'iniziativa del genere.

martedì 22 ottobre 2013

Il possente Paraná

 
 
Il monumento alla Bandiera argentinaRosario, terza città dell’Argentina, si stende sulla sponda destra del Río Paraná. Il centro abitato è stato per lungo tempo separato dal fiume dalle infrastrutture portuali e dal muro che le circondava; negli ultimi anni, però, il porto è stato spostato a monte e l’area che occupava è oggi diventata un passeggio popolare. Il che, come mi è stato spiegato, ha cambiato molto il rapporto tra Rosario e il suo fiume.
 
Anche il principale punto di riferimento della città, il monumento alla Bandiera argentina (usata qui per la prima volta), non solo sorge sulla riva ma dedica al Paraná un’imponente statua. All’interno della struttura, una solenne citazione avverte che “La bandera que alzóse / en el Rosario / del argentino es gloria / o es sudario”. Pochi passi più avanti, il monumento agli ultimi per cui è stata sudario: i caduti nelle Falkland.
 
In un contesto meno malinconico, invece, sabato mattina ho partecipato alla conclusione del corso di aggiornamento per docenti La lingua italiana di oggi nella didattica L2 organizzato dal Consolato Generale d’Italia a Rosario e da ICoN. La sede era la sezione storica del Consolato, in una bellissima casa signorile d’inizio Novecento. Il Console Giuseppe D’Agosto ha consegnato i diplomi e io ho finalmente avuto la possibilità di conoscere di persona i corsisti e altri studenti o laureati ICoN. Ma, soprattutto, Marcello Garbati, il dirigente scolastico che ha organizzato il corso e che mi gentilmente accompagnato, assieme a sua moglie, in giro per Rosario. E Loredana Cappai, lettrice MAE, che ha gestito ottimamente gli appuntamenti in presenza. Più diverse docenti e corsiste. L’accoglienza è stata splendida e amichevolissima!

La mia presentazione a Rosario

A fine cerimonia ho fatto una presentazione complessiva delle attività del Consorzio. Va detto però che l’evento è stato quasi imbarazzante, per tutte le lodi che sono state espresse nei confronti sia del corso sia di ICoN in generale! L’attività che abbiamo svolto, a quel che sembra, viene incontro a un’esigenza precisa e molto sentita, soprattutto in un momento in cui i tagli costringono a ridurre il numero di formatori inviati direttamente dall’Italia. L’Argentina sta vivendo un periodo di grande crescita economica, ma al tempo stesso ha bloccato o reso difficili molte importazioni – a cominciare da quella di libri e materiali didattici. Aver realizzato un’attività di aggiornamento a basso costo ha permesso senz’altro di migliorare l’offerta nel settore in un momento complicato.
 
La domenica, invece, mi sono ritrovato con la mattina libera, in attesa della partenza per Córdoba. Il Paranà scende dal Brasile, attraversa il Paraguay e arriva a Rosario con un colore marroncino non particolarmente invitante, ma la sua sponda sinistra è del tutto disabitata, o meglio, è fatta da un intrico di isole e canali che dà molto respiro al panorama urbano. Ho provato quindi innanzitutto a unirmi a una delle escursioni che partono dall’Estacion Fluvial, in centro, e permettono di rientrare in kayak (mezzo di trasporto che a me piace molto) passando appunto dai canali secondari. Mentre stavamo per imbarcarci, però, è arrivato un acquazzone niente male… escursione cancellata all’ultimo minuto!
 
Per recuperare lo smacco sono andato a passeggio sui lunghi viali che costeggiano appunto il Paranà. E, man mano che il cielo si rischiarava, mi è venuta un’idea: perché non andare a fare il bagno? In fin dei conti Rosario ha un po’ di spiagge attrezzate dove si può appoggiare lo zaino in ragionevole sicurezza.

Praticamente Baywatch

Così alla fine ho preso un taxi e sono andato al Balneario La Florida, poco prima del Ponte de la Vitoria. Ingresso, cambio, tuffo. Una corda a pochi metri dalla riva isola l’area in cui si può fare il bagno e io ne ho approfittato. Lo spettacolo non era male, perché davanti al bagnante passa una bella sezione del commercio mondiale: grandi navi mercantili risalgono vuote il fiume e navi altrettanto grandi lo discendono, cariche di soia, pronte a sfamare la Cina. Il fondo, certo, era una fanghiglia, e l’acqua non particolarmente invitante, ma dal punto di vista di chi ha nuotato nel Gange a Varanasi… Soddisfatto, mi sono messo a sguazzare tra le onde. Nemmeno troppo fredde, a dire il vero. Del resto il fiume scende dal Brasile, e dai Tropici.
 
Poi rientro in centro, aggirando lo stadio dove orde di tifosi stavano convergendo per la partita Central Rosario – Newell’s. E fermata alla stazione degli autobus, in attesa del primo servizio “semicama” per Córdoba. Sei ore di autobus, e pronto per la prossima.
 

sabato 19 novembre 2011

Opuscolo ICoN

Logo ICoN

Un aggiornamento sul mio lavoro per il Consorzio ICoN... Da pochi giorni abbiamo realizzato un opuscolo su carta di 16 pagine con la presentazione di tutte le attività in corso. Il testo stampato lo stiamo distribuendo in questi giorni, il PDF è già disponibile e scaricabile sul sito (sono 5,2 MB: pesantuccio, ma è lo svantaggio di questo genere di prodotti).

Devo dire che vedere il prodotto finito su carta e tenerlo in mano, in blocco unico, dà una sensazione strana - del tipo: Accidenti! Quante cose stiamo facendo... Mettiamo anche questo genere di sensazioni tra i vantaggi (o perlomeno, le diversità) della carta rispetto ai mezzi di comunicazione elettronica.

martedì 25 giugno 2013

Aiuto per un titolo

 
Ho un problema di titoli. Sul sito ICoN è necessario introdurre una nuova sezione che descriva le attività portate avanti assieme a enti esterni al Consorzio (per esempio, i nostri corsi di lingua per Ciência sem Fronteiras – Italia). La nuova sezione dovrà essere richiamata dalla barra gialla in alto, con un link che compaia accanto a quelli per “Info ICoN”, “Laurea” e così via.
 
Problema: che nome diamo alla sezione? “Attività portate avanti assieme a enti esterni” è l’etichetta giusta, ma non è molto adatta a una voce di menu. “Attività”? Troppo generico. “Attività in collaborazione”? Troppo lungo. Eccetera. L’ideale sarebbe usare non più di 15 caratteri per descrivere la sezione. E meno caratteri si usano, meglio è.
 
In inglese potrebbe andar bene “Partnerships”. Ma in italiano? “Collaborazioni” sarebbe la scelta più immediata ma ha connotazioni troppo passive… si “collabora” di solito a qualcosa progettato o gestito da altri (“apporto” viene considerato un sinonimo). E quindi? I miei preferiti al momento sono, in ordine decrescente:
  • Con altri 
  • Assieme 
  • Insieme 
  • Attività 
  • Altri corsi
A qualcuno vengono in mente soluzioni migliori? Tra quelle che sono già state proposte, ma che per vari motivi mi sembrano insoddisfacenti, figurano “accordi”, “pratiche”, “partecipazioni”, “progetti”, “altri corsi”, “convenzioni”, “attività speciali”, “progetti speciali”, “formazione”… Grazie in anticipo a chi vorrà proporre qualcosa di nuovo!
 

venerdì 18 ottobre 2013

En caso de TSUNAMI

 
 
E in fretta...
Lima è un posto molto curioso, dal punto di vista geografico. Intanto, uno se la immagina in montagna: idea che, ho scoperto, è molto diffusa. E invece Lima è sul mare, anzi, per la precisione, sull’Oceano Pacifico, che guarda dall’alto di una trentina di metri di scarpata. La strada dall’aeroporto a Miraflores passa lungo le spiagge, che al momento sono coinvolte da grandi lavori destinati a trasformarle in parco.
 
Parco con passerelle, però. Lima è zona di terremoti e dalle spiagge parte un sistema di vie di fuga destinato a facilitare l’evacuazione “en caso de tsunami”. L’Oceano Pacifico, grigio e freddo, attende lì davanti, e devo dire che ha un aspetto un po’ inquietante, nonostante i surfisti fiduciosi.
 
Grigio? Freddo? Ma Lima non è ai Tropici? Sì, lo è, ma il suo microclima è sorprendente, e ben descritto nella relativa voce di Wikipedia. Per tutto il mio soggiorno è stata coperta dalla coltre grigia che la ricopre quasi tutto l’anno. Lima non vede quasi mai il sole, e le temperature possono essere molto basse, anche se non arrivano allo zero: di sicuro, anche con giacchetta e maglioncino, andando in giro la notte il freddo e l’umido si sentivano. In più, non piove praticamente mai (ogni tanto arriva qualche gocciolina isolata), e le case sono quindi sprovviste di tetto, oppure hanno tetti più ornamentali che altro, privi di grondaie. Ah, e, dimenticavo: la città è in pratica collocata in un deserto (freddo), completo di dune di sabbia, che si vede dall’aereo e si intravede nei pendii desolati delle colline più vicine al centro.
 
In questo scenario un po’ desolante, l’accoglienza all’Istituto Italiano di Cultura è stata in compenso molto calorosa! In particolare da parte dell’attuale direttore, l’Addetto culturale Stefano Cerrato (qui sotto siamo in posa semiufficiale in uno dei cortili dell’IIC), e di sua moglie Elena; ma anche da parte del coordinatore di corsi di lingua Giampaolo Molisina, laureato ICoN, e della lettrice MAE Maria Antonietta Tamburello. Grazie a tutti!
 
Cortile dell'IIC Lima

L’Istituto Italiano di Cultura di Lima è noto nel settore per un motivo molto preciso: in tutta la rete degli IIC, è quello che ha il maggior numero di iscrizioni ai corsi di lingua (oltre diecimila). Questo successo, come mi è stato spiegato, è in parte dovuto al fatto che le università peruviane richiedono agli studenti la conoscenza di più lingue straniere ma non organizzano corsi. In compenso, riconoscono i corsi di lingua sostenuti presso istituzioni come l’IIC, e gli ultimi direttori hanno utilizzato l’occasione per arrivare al record assoluto.
 
L’IIC del resto è una struttura anche fisicamente imponente, che ospita al proprio interno, oltre alle aule necessarie per i corsi, anche una scuola italiana e l’appena ristrutturato Teatro Pirandello, uno dei principali teatri di Lima. Da lì siamo partiti ieri per andare all’Universitad de San Marcos, dove ho raccontato le esperienze di ICoN nel settore della formazione via Internet. Argomento che oggi suscita, come si dice, “vivo interesse”, e che in effetti ha prodotto anche parecchie domande da parte del pubblico.

La Plaza de Armas di Lima
 
Unico rimpianto: il non essere riuscito, in due giorni di corsa, a vedere molto di Lima. Solo una puntata nella Plaza de Armas al momento del cambio della guardia, che marcia al passo dell’oca con la musica dei Carmina Burana di sottofondo… e una puntata di corsa al Museo Larco, di cui parlerò, spero, più avanti.
 

giovedì 24 ottobre 2013

Da Córdoba a Buenos Aires

 
 
La Manzana Jesuítica a Córdoba
Dei miei spostamenti in Sudamerica, l’unico aspetto che non mi è piaciuto è stato il poco tempo libero. Non ho avuto modo di fare il turista tradizionale, insomma; neanche in posti come il Perù, dove in poche ore di macchina si entra in un mondo diverso... credo!... e dove difficilmente capita di andare per altri motivi.
 
Oh, beh. Cose normali quando si viaggia per lavoro, e la giornata trascorsa a Córdoba è stata in compenso molto interessante. In buona parte, grazie alla gentilezza del dottor Cesare Vaccani dell’Istituto Italiano di Cultura, che mi ha cortesemente accompagnato negli spostamenti e anche a un piacevolissimo intermezzo con il Console Marco Matacotta Cordella e con il tenore Gianluca Zampieri, impegnato nell’Otello per le celebrazioni verdiane.
 
Il mio programma prevedeva due presentazioni, entrambe sull’italiano del web. La prima era alla Scuola Dante Alighieri, ed era rivolta soprattutto agli insegnanti (che comprendono anche studenti e laureati ICoN). La seconda era alla Facultad de Lenguas dell’Universitad Nacional, dove sono rimasto piacevolmente sorpreso dall’alto livello degli studenti – che hanno mostrato una conoscenza molto sofisticata della lingua.

Illuminazioni notturne a Córdoba

Il giorno dopo, valicando i 700 km di distanza grazie alle Aerolíneas Argentinas, mi sono spostato da Córdoba a Buenos Aires e sono stato accolto all’Istituto Italiano di Cultura dalla Direttrice, Maria Mazza, e dal Dirigente dell’ufficio scolastico Vittorio Dragonetti, oltre che da Marco Marica e Dora Pentimalli. La sala della presentazione era quasi monumentale, e il pubblico variato ma molto interessato. Anche a Buenos Aires sono poi presenti studenti e laureati ICoN!
 
Stamattina, tuttavia, mezza giornata libera me la sono ritrovata (la seconda in due settimane). Ne ho approfittato per andare a piedi lungo la calle Florida fino alla Casa Rosada e alla Plaza de Mayo: centro di molti telegiornali della mia adolescenza, e ancora oggi centro di molte proteste contro il governo. È più piccola di come me l’ero immaginata...

A passeggio per calle Florida

Il percorso è stato anche l’occasione di vedere da vicino le contraddizioni dell’Argentina di oggi. Che è un paese in crescita economica, ma con pesantissimi controlli sull’economia e molti canali di aggiramento: l’importazione di beni e servizi è difficile e il tasso di cambio ufficiale è ben lontano da quello reale. Al punto che la calle Florida in alcuni tratti sembra un curioso incrocio tra un coro e un mercato, con decine di persone che gridano “cambio! cambio!” ai passanti.
 
Ma le contraddizioni assumono anche forme decisamente peggiori. Arrivando dall’Aeroparque Jorge Newbery in centro, per esempio, si costeggia una delle grandi baraccopoli (“Villas miserias”) di Buenos Aires, la Villa 31. Il contrasto con l’aspetto europeo dei quartieri principali non potrebbe essere più marcato.
 
Nel pomeriggio, comunque, ho avuto la fortuna di poter visitare anche la Scuola Cristoforo Colombo, grazie alla professoressa Renata Bruschi, e di parlare con il Preside Olmi. Anche in questo caso la struttura si è rivelata di ottimo livello… qui mi si vede di passaggio nei corridoi delle elementari:


Scuola Cristoforo Colombo a Buenos Aires

Alla fine ho concluso il soggiorno con una visita a una delle “librerie più belle del mondo”, o almeno delle più spettacolari: la Grand Splendor della catena Ateneo, in Avenida Santa Fe. Sistemata in un cinema ristrutturato, è un posto in cui ci si può sistemare con tutta calma a leggere in una poltrona su un palchetto, o al tavolino del bar interno. Io ne ho approfittato alla grande, anche se i prezzi ufficiali rendono gli acquisti poco convenienti.


Bene, questo è tutto. Domani mattina mi aspetta un lungo volo sull’Atlantico. L’Argentina è invitata a non piangere per me! Anche perché spero di ritornare presto, e con un po’ più di calma.
 

giovedì 19 marzo 2015

Aggiornamento rapido

Non ho pubblicato nulla nell’ultimo mese e mezzo… la ragione, naturalmente, è il lavoro.
 
Faccio comunque un rapido aggiornamento: poche settimane fa sono stato riconfermato Direttore del Consorzio interuniversitario ICoN. Ne ho approfittato per intensificare le mie attività! Lanciatissimi nella ristrutturazione dei siti web, siamo anche impegnati in una serie di corsi di formazione concentrati in Sudamerica.
 
Oggi però per fortuna parto per un breve viaggio in India. Spero di trovare diverse cose interessanti per la storia delle attività italiane all’estero – ulteriori informazioni, spero, appariranno a breve su queste pagine.
 

lunedì 4 aprile 2016

SILFI a Madrid



Il sito SILFI
Oggi sono a Madrid per convegno. Dal 4 al 6 aprile, presso la Facoltà di Filologia dell'Università Complutense di Madrid, si tiene infatti il XIV Congresso della Società internazionale di Linguistica e Filologia italiana (SILFI).
 
Il Congresso è dedicato ad Acquisizione e didattica dell’italiano. Io parteciperò con due interventi:


  • oggi pomeriggio, assieme a Federica Cominetti, terrò un intervento su “L’influenza della L1 negli elaborati universitari di studenti con un livello di italiano L2 pari o superiore a B2”; il lavoro è frutto di un PRIN appena concluso in cui ero responsabile dell’unità di Pisa
  • il 6 aprile racconterò invece le mie esperienze su “La riprogettazione dei materiali didattici nell’e-learning del Consorzio interuniversitario ICoN”

Oggi a Madrid piove e fa un freddo ancora invernale. Per arrivare qui in economia ieri ho però fatto uno scalo a Ibiza, e ne ho approfittato per vedere un altro clima:

Il porto di Ibiza

 Ultimamente, in effetti, sono diventato un fan di Skypicker. Chi avrebbe potuto immaginare che, come mi è capitato recentemente, la rotta più economica Pisa-Berlino passasse da Bari? Miracoli delle politiche dei prezzi e degli algoritmi in grado di individuare i collegamenti migliori. Con in più, spesso, la possibilità di fare due passi e vedere qualche posto in cui altrimenti difficilmente si sarebbe andati.
 

mercoledì 19 giugno 2013

I corsi per il Brasile

 
Studenti del programma Ciência sem Fronteiras
Il Consorzio ICoN ha iniziato a fare corsi di lingua online per quasi mille studenti brasiliani in arrivo in Italia. Gli studenti fanno parte del programma Ciência sem Fronteiras (Scienza senza frontiere), e in autunno verranno a studiare in Italia: tutti i dettagli sull’accordo sono disponibili sul nostro sito di notizie.
 
Ovviamente, è una soddisfazione non da poco… È anche un lavoro enorme, per tutte le persone coinvolte, ma ne vale senz’altro la pena. E, dati i numeri coinvolti, è anche un contributo significativo all’internazionalizzazione del sistema universitario italiano!
 
Vale però la pena di dire qualcosa anche su Ciência sem Fronteiras in sé. Il programma è infatti una delle iniziative di politica universitaria più importanti a livello mondiale: il governo brasiliano ha deciso nel 2011 che il paese aveva bisogno di migliorare il numero e la qualità dei laureati, e per questo, fino al 2014, finanzierà gli studi all’estero di 75.000 studenti e ricercatori. In quanto, banalmente, è difficile che un’economia moderna si sviluppi se il livello di istruzione dei cittadini non è sufficiente. Il contrasto con la politica universitaria italiana è, come dire, impressionante…
 

mercoledì 16 dicembre 2020

Papa e Tavosanis, Valutazione umana di DeepL a livello di frase per le traduzioni di testi specialistici dall'inglese verso l'italiano


 
Logo di CLiC-it 2020
Vale davvero la pena tenere d’occhio gli sviluppi della traduzione automatica… è uno dei rarissimi casi in cui la tecnologia è più avanti di quel che sembra!
 
Adesso è appena uscito un contributo scritto da un bravo studente, Sirio Papa, e da me: Valutazione umana di DeepL a livello di frase per le traduzioni di testi specialistici dall’inglese verso l’italiano. Il contributo appare negli atti del convegno CLiC-it 2020, che avrebbe dovuto tenersi quest’anno ma che è stato spostato al marzo 2021: speriamo possa tenersi in presenza.
 
I risultati del lavoro, per quanto incredibile ciò ancora mi sembri, confermano altri studi recenti, in cui si è parlato molto di raggiungimento della “parità” tra traduzione automatica e traduzione umana. Per quanto riguarda l’“adeguatezza”, cioè in sostanza la correttezza dei contenuti, nel mio campione la traduzione automatica è risultata al livello di quella umana. Non arriva invece al livello di quella umana per la “scorrevolezza”, definendo in questo modo il rispetto di tutte le regole grammaticali, l’uso delle collocazioni tipiche di una lingua, eccetera, ma la differenza è davvero ridottissima. Di tutto questo ho già parlato l’anno scorso, parlando della presentazione fatta a Bari e del contributo pubblicato

In quanto ai risultati del lavoro appena uscito, che confermano e rafforzano i precedenti, sono stati ottenuti sottoponendo a un gruppo di 15 valutatori le traduzioni di 108 frasi inglesi. Di ogni frase sono state valutate due diverse versioni, una tradotta da esseri umani e l’altra tradotta da DeepL. Le frasi sono state divise in due gruppi e presentate ai valutatori in ordine casuale, senza informazioni su chi avesse tradotto ogni singola frase. I risultati complessivi, in scala da 1 a 5, sono stati questi:
 
Adeguatezza 
  • Umano: 4,29 
  • DeepL: 4,31
Scorrevolezza 
  • Umano: 4,17 
  • DeepL: 4,09
Insomma, la traduzione automatica ha ricevuto addirittura un punteggio più alto di quello della traduzione umana per quanto riguarda l'adeguatezza, ma la differenza è tanto ridotta da non essere statisticamente significativa: in pratica, si tratta di parità. È invece statisticamente significativo il vantaggio del traduttore umano per la scorrevolezza… ma, come si vede, il margine è comunque molto, molto ridotto.
 
Se al di là dei numeri interessano gli aneddoti, poi, forse è il caso di raccontarne uno. Quando ho ricevuto il documento con le frasi estratte a caso da traduzioni eseguite da DeepL, l’ho scorsa e ho contattato il mio coautore, dicendo: “ci deve essere un errore! Queste mi sembrano le frasi tradotte da traduttori umani”. La risposta, come si sarà immaginato, è stata: “no, no, sono proprio quelle di DeepL”…
 
Vale poi la pena di precisare due cose importanti. La prima è che la valutazione è stata condotta, a differenza dei miei esperimenti precedenti, su testi specialistici: brevetti, manuali, schede di sicurezza. I settori di provenienza erano “biomedicina e discipline del farmaco” e “ambiente ed energia”. E prima di fare la valutazione, confesso che non avevo idea di che cosa sarebbe venuto fuori: questi testi si prestano bene alla traduzione automatica, perché per esempio la sintassi è più rigida di quella di altri tipi di testo? O si prestano male, perché per esempio le difficoltà nella traduzione della terminologia sono insormontabili? Direi che i risultati, come minimo, garantiscono che le difficoltà non sono insormontabili.
 
La seconda cosa, connessa, è che la valutazione è stata condotta grazie al contributo volontario degli studenti e dei docenti (in particolare, delle professoresse Isabella Blum e Silvia Barra) del Master on line in Traduzione specialistica inglese > italiano erogato dal Consorzio ICoN: li ringrazio tutti sentitamente! Il loro coinvolgimento è stato essenziale perché, com’è ovvio, non si può valutare la qualità della traduzione se non si sa che cosa significa il testo originale, o anche solo se determinate parole esistono o no nell’uso italiano.
 
Prossimi sviluppi? Probabilmente passare a valutare testi interi, non più singole frasi. La cosa è difficile e pone anche problemi metodologici (come si fa a nascondere al valutatore l’origine anche solo di un articolo di giornale? Per rendere evidente la provenienza basta che sia presente all’interno anche un solo errore che un essere umano non commetterebbe mai); ma un paio di idee le ho, e forse potrò provare ad applicarle nel 2021.
 
Aggiungo poi che anche in questo caso sono lieto di aver pubblicato l’articolo in italiano, in un contesto in cui la conferenza accetta sia italiano che inglese, ma, se vedo bene, su 69 articoli accettati quelli in italiano sono solo 4. Meglio dei 2 su 75 dell’anno scorso, peraltro! E chissà che la traduzione automatica non permetta comunque la lettura anche a chi non conosce l’italiano...
 
Sirio Papa e Mirko Tavosanis, Valutazione umana di Google Traduttore e DeepL per le traduzioni di testi giornalistici dall’inglese verso l’italiano, pp. 1-7, in CLiC-it 2020 – Proceedings of the Seventh Italian Conference on Computational Linguistics Bologna, Italy, March 1-3, 2021, a cura di Johanna Monti, Felice Dell’Orletta e Fabio Tamburini, CEUR Workshop Proceedings, Aachen University, ISSN 1613-0073.
 

lunedì 20 ottobre 2014

Trasferta in Marocco

 
In volo sull'Africa con Alitalia
Anche quest’anno è iniziata la benemerita Settimana della lingua italiana nel mondo. Il Consorzio ICoN sarà presente in forze, domani e dopodomani, agli Stati generali della lingua italiana nel mondo a Firenze. Io invece sono stato gentilmente invitato in Marocco dalla Direttrice dell’Istituto italiano di cultura di Rabat, Gabriella Fortunato. Domani alle 18:30 (ora locale) parlerò appunto all’Istituto su un tema a me molto caro – L’italiano del web: i blog.
 
Per raggiungere Rabat, però, venendo in aereo dall’Italia spesso si scende a Casablanca. È quello che ho fatto io, con un volo che ha attraversato non solo il Mediterraneo ma anche un bel tratto di spettacolari deserti del Nordafrica, tra il bianco e il marrone bruciato. Approfitterò della sosta per fare stamattina una breve presentazione agli studenti di italiano dell’Università Hassan II. Poi, sul treno per Rabat... domattina, spero, racconterò come sono andate le cose!
 

martedì 6 ottobre 2015

Mia intervista su Community


 
Community RAI: no, io non sono nessuno dei due
Ieri è andata in onda una mia intervista nella prima puntata della nuova stagione del programma RAI Community, dedicato agli italiani all’estero. Intervistato dal conduttore, Alessio Aversa, ho presentato brevemente le nuove attività del Consorzio ICoN; in particolare, i prossimi contributi alla Settimana della lingua italiana nel mondo e l’importante intervento della Fondazione Sicilia per il sostegno alle borse di studio.
 
Community viene trasmesso in America, Asia, Australia e Africa nel pomeriggio secondo questa scaletta, che riflette le complessità dell’emigrazione italiana:
 
Rai Italia 1 (Americhe). New York – Toronto: dal lunedì al venerdì ore 17.30. Buenos Aires: dal lunedì al venerdì ore 18.30.
 
Rai Italia 2 (Asia-Australia). Pechino – Perth: dal lunedì al venerdì ore 14.45. Sydney: dal lunedì al venerdì ore 17.45.
 
Rai Italia 3 (Africa). Johannesburg: dal lunedì al venerdì ore 15.30.
 
In Italia e in Europa il programma non viene trasmesso. Le puntate, dopo un paio di giorni, dovrebbero però essere disponibili all’indirizzo www.raitalia.it.
 
Per gli interessati: il mio intervento è molto breve, ma, cercando la puntata di Community del 5 ottobre 2015, dovrebbe essere molto facile da trovare, visto che è proprio in coda alla trasmissione!
 

venerdì 30 agosto 2013

Impressioni di Libia

 
Il teatro di Sabratha
La Libia sembra un paese in attesa. Le costruzioni e le riparazioni si sono fermate all’inizio del 2011: scendendo verso l’aeroporto di Tripoli si vedono interi quartieri di palazzi in cemento rimasti a mezzo e ora invasi dalla sabbia – puro Ballard.
 
Del resto, le visite in Libia oggi sono sconsigliate, a parte importanti ragioni di lavoro. Io ci sono stato per presentare le attività di ICoN al workshop regionale “Methods for Developing Higher Education and Scientific Research in Virtual Universities”, tenuto a Sabratha dal 21 al 22 agosto. Gli organizzatori erano il Ministero libico dell’Istruzione superiore e della ricerca scientifica, la Open University libica e la Federazione delle Università dei Paesi islamici. Il pubblico era di alto livello – rettori o pari grado – e i lavori sono stati introdotti non solo dal ministro libico per l’Istruzione superiore e la ricerca scientifica, ma anche dal suo omologo tunisino. Insomma, una splendida occasione per presentare le attività del Consorzio. Lato mio, poi, il viaggio e la sistemazione sul posto sono stati splendidamente gestiti dall’Istituto Italiano di Cultura di Tripoli e in particolare da Francesca Chiesa.
 
Devo dire che, ad attraversarla in macchina, con la guida di un bravissimo collaboratore dell’IIC, la Libia sembra per buona parte del tempo il paese più tranquillo del mondo. Certo, attorno si vedono ancora gli effetti dei combattimenti e dei bombardamenti occidentali. Per esempio qui, dove un missile ha colpito un punto di ritrovo di veicoli di Gheddafi alle porte di Zauia:

Zauia

Inoltre, cosa ancora più vistosa, buona parte del controllo del territorio oggi è fatto dalle milizie. Sulla strada tra Tripoli e Sabratha, i posti di blocco sono gestiti da miliziani di vario tipo: ragazzini giovanissimi, oppure personaggi più anziani, con la barba lunga e il kalashnikov in spalla. Accanto, gli immancabili gipponi con mitragliatrice.

Le misure di sicurezza consigliate dall’Ambasciata italiana sono comunque molto severe, e le mie visite all’esterno sono state quindi ridotte al minimo. L’unica escursione fuori percorso si è in sostanza limitata a una cena accanto all’arco di Marco Aurelio, nel centro di Tripoli, e a una passeggiata negli immediati dintorni, tra resti italiani e movida locale. Più classica è stata
una visita lampo alle rovine romane di Sabratha, durante una pausa del workshop, senza neanche l’ombra di un turista in visita.


Nel frattempo, tutto attorno, la Libia apparentemente aspetta. A settembre finiranno le vacanze e si vedrà quale sarà il destino del governo oggi in carica. Nel frattempo, noi speriamo di poter venire incontro a una domanda che sembra molto sostenuta e di dare anche in Libia qualche contributo alla diffusione della lingua italiana.
 
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