Per Natale ho avuto in regalo da un amico questo libro. Regalo graditissimo, visto che fino a quel momento non avevo mai sentito parlare di Paolo Avitabile, militare borbonico che negli anni Trenta dell'Ottocento finì a fare il generale per i sikh di Ranjit Singh. Gli italiani che all'epoca riuscirono a costruirsi una fortuna in Oriente sono decisamente pochi, e ritrovarne le tracce è sempre interessante.
Il libro in sé, per il resto, ha un valore storico quasi nullo. E' scritto da un giornalista che appartiene evidentemente alla scuola italiana classica: tante chiacchiere e considerazioni da dopocena, fatti pochissimi. Date e bibliografia sono ridotte al minimo. Insomma, sembra di leggere una delle peggiori inchieste di Repubblica, piene di aggettivi e ammiccamenti al lettore ma prive di dati e talmente confuse che dopo un paio di paragrafi non si capisce più nulla. Ho provato a condensare le informazioni su Avitabile ricavate da questo libro in una voce di Wikipedia e sono venute fuori quattro righe... con un po' più di sforzo potrei fare di meglio, ma ne vale la pena?
Penso di no. Il libro sembra basato tutto sulla biografia di Avitabile scritta da Julian James Cotton. Malatesta ne parla come del libro "più inseguito" della sua vita (p. 25), cercato vanamente nelle biblioteche inglesi. Boh! Il libro risulta regolarmente in catalogo nella British Library (due copie), e la sua traduzione italiana si trova in parecchie biblioteche di casa nostra. Se uno dei miei laureandi avesse scritto in una bozza di tesi osservazioni del genere avrei dovuto segnargli tutto in rosso con la penna per architetti.
Comunque, dal mio punto di vista l'interesse massimo sta nel fatto che la biografia di Avitabile sembra ben conosciuta per la sua fase "indiana" ma non per quella "persiana". Sospetto che qui ci sia spazio per un utile lavoro!