martedì 12 aprile 2022

Montessori, Come educare il potenziale umano

  
Che cosa strana, il passato! Anche quando si è abituati, è come minimo tanto difficile da capire quanto il presente, e le sorprese non mancano.
 
Per esempio, io pensavo di conoscere più o meno le idee e la figura di Maria Montessori – di seconda mano. Adesso però, per ragioni esterne, ho letto il suo libro Come educare il potenziale umano. Il libro presenta la traduzione italiana di una serie di conferenze tenute dall’autrice in India nel 1943; non so quanto sia coerente con le altre sue opere, ma da diversi punti di vista ha rappresentato una lettura un po’ sconcertante.
 
Le prime pagine vanno avanti abbastanza tranquillamente nel descrivere le esigenze dei bambini oltre i sei anni e il modo per soddisfarle. Certo, sorprendono un po’ i riferimenti continui al Piano Cosmico in cui le esigenze stesse, secondo l’autrice, devono essere inserite, ma tant’è… Una delle idee su cui Maria Montessori insiste di più è l’importanza di integrare la fantasia con l’intelligenza, e questo mi sembra ancora oggi perfettamente condivisibile. In un’epoca in cui mi sembra diffuso il pregiudizio che stimolare l’intelligenza significhi mortificare la fantasia, continua a essere importante ricordarsi che le due facoltà non solo non sono in conflitto ma si rafforzano tra di loro. D’accordo, il quadro psicologico di riferimento per l’autrice è ottocentesco (bergsoniano), ma non è che su questo si siano fatti progressi tali da rendere superate molte osservazioni di buon senso.
 
Dopodiché… rinforzare la curiosità del bambino presentando, più che favole, la storia reale dell’universo mi va benissimo. Ma colpisce il modo assolutamente finalistico in cui quest’ultima viene presentata, e che occupa il grosso del libro. L’esposizione sembra una sintesi di appunti di storia preparati dall’autrice per autoconvincersi: l’evoluzione viene presentata come realizzazione dello Scopo della Vita (con le maiuscole), l’impostazione religiosa e finalistica domina e gli organisimi viventi diventano sempre più complessi mentre la razza umana sviluppa civiltà superiori, Atlantide, Poseidonis, gli ariani…
 
Certo, una parte di questo straniamento è dovuta al fatto che al momento in cui venivano tenute le conferenze, idee come le differenze evolutive tra le razze umane o l’esistenza di Atlantide erano davvero considerate verità scientifiche. A volte ci scordiamo quanto sono recenti molte delle nostre acquisizioni! Ma il resto dello straniamento è dovuto, direi, a qualcosa di ancora più radicale: alla certezza con cui tutto questo è presentato. La lunga serie di esempi che forma il libro rappresenta, secondo l’autrice, una perfetta realizzazione e illustrazione dei princìpi di base.
 
Proprio l’abbandono di questa impostazione, che il libro ha in comune ancora con tanta saggistica di oggi, mi sembra indispensabile in qualunque progetto didattico o pedagogico di ampio respiro. Prendere elementi eterogenei, forzarli in uno schema e ignorare i controesempi sembra uno degli errori più gravi che si possano fare. Ormai, temo, sono diventato un po’ rigido su questo punto.
 
Maria Montessori, Come educare il potenziale umano (traduzione di Letizia Berrini Pajetta di To educate the human potential), Milano, Garzanti, 1970, pp. 181. Letto nella copia della Biblioteca di Filosofia e Storia dell’Università di Pisa.
 

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