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venerdì 20 novembre 2020

Ripartenza?


 
Locandina della conferenza EL COMIC ITALIANO
Dal punto di vista del lavoro, il 2020 per me è stato un anno eccezionalmente difficile. La ragione principale, forse, è stata la più ovvia: il Covid-19 e tutti gli impegni connessi con lo spostamento del lavoro a distanza hanno portato a un forte aumento del carico per le attività normali.
 
Inoltre, non ci sono state solo le attività normali! Parlando anche solo dell’insegnamento… Per il mio Laboratorio di scrittura del II semestre dell’anno accademico 2019-2020 avevo chiesto supporto per gestire il carico di lavoro, ma per una perversa congiuntura di eventi il supporto non è arrivato. La ripetizione del corso, che avrebbe dovuto tenersi nel II semestre dell’anno accademico 2020-2021, è stata anticipata al primo semestre, cioè a questo. I corsi OFA a distanza di cui mi occupo si sono moltiplicati e, anche se questa è una soddisfazione, perfino qui all’inizio non è stato possibile avere un supporto. In aggiunta, in questo semestre ho gestito e in parte tenuto un corso di Italian linguistics, ovvero di Linguistica italiana in inglese (!) per studenti stranieri. In circostanze normali, gestire tutto questo sarebbe stato impegnativo ma ragionevole. Nelle attuali circostanze… diciamo che sono stati mesi molto impegnativi!
 
Mi è anche spiaciuto non poter partecipare tanto quanto in passato alla Settimana della lingua italiana nel mondo, che quest’anno ovviamente si è tenuta tutta a distanza. Mi è spiaciuto particolarmente perché il tema della Settimana, quest’anno, era particolarmente bello: L’italiano tra parola e immagine: graffiti, illustrazioni, fumetti.
 
Per fortuna, grazie a un gentile invito di Marco Marica e Matteo Cattaneo, direttori rispettivamente degli Istituti Italiani di Cultura di Città del Messico e Città del Guatemala, ho avuto se non altro la possibilità di fare una conferenza sul rapporto tra lingua italiana e fumetti e un corso per docenti. La conferenza era in spagnolo: ho scritto il testo in italiano, i traduttori degli IIC l'hanno tradotto e poi io l'ho letto in spagnolo... mi chiedo che impressione ne abbiano avuto gli ascoltatori! Ma i docenti che hanno partecipato al corso si sono confermati davvero bravi (avevo già conosciuto diversi di loro nel 2018) e hanno anche proposto diverse attività molto interessanti. Per inciso, i fumetti più usati, sia nel corso sia nella loro pratica normale di insegnamento, si sono rivelati la Pimpa e Mafalda (che, anche se non è italiano, è talmente popolare nei paesi di lingua spagnola da rappresentare un punto di riferimento).
 
Per finire, poi, alla fine di ottobre sono stato eletto presidente dei Corsi di studio (triennale e magistrale) in Informatica umanistica qui a Pisa. È indubbiamente un onore – e anche un impegno molto consistente.
 
In questa veste, giusto ieri ho presieduto la mia prima sessione di laurea. Tra triennale e magistrale, i laureandi erano 19 – e io ho fatto da relatore per sei di loro. Anche questo è stato un bell’impegno, ma alla fine è andato tutto benissimo e le tesi, al solito, sono state una splendida fonte di motivazione. Se è possibile fare tutto questo lavoro nel mezzo della seconda ondata, qualche possibilità di miglioramento ce l’abbiamo! E spero che da adesso in poi, un po’ alla volta, tante altre situazioni possano migliorare.
 

martedì 4 dicembre 2018

La metropolitana di Città del Messico

 

Le metropolitane mi piacciono. Non quanto i treni regolari, naturalmente, ma molto più degli autobus e quasi quanto i tram.
 
Nel mio viaggio nelle Americhe ho potuto usare anche la metropolitana di Città del Messico. Efficiente, molto economica e, direi, ragionevolmente sicura: quel che può succedere dopo l’uscita dalla stazione è un’altra cosa, ed essendo ospite io ho limitato le mie esplorazioni. Quando la metropolitana non poteva portarmi vicino alla destinazione, ho usato Uber. I costi sono ragionevoli e la sicurezza molto maggiore, a quel che mi dicono i residenti, rispetto a quella dei taxi normali. In più, apparentemente, ogni volta che lo si usa qualche fondo sovrano di paesi produttori di petrolio perde soldi, il che non è un male.
 
All’interno della metropolitana ci sono diverse cose che mi sono piaciute molto. Per esempio, alla stazione La Raza, un lungo passaggio di collegamento tra la linea 3 e la linea 5 porta alle pareti pannelli divulgativi sulla teoria dell’evoluzione e foto astronomiche. Una parte del percorso è addirittura oscurata per dare l’impressione di un cielo notturno illuminato da stelle sul soffitto... purtroppo nella foto si vede ben poco!

Tuttavia, una delle cose più interessanti è il sistema di indicazione delle stazioni, che affianca scritte e pittogrammi. Anzi, i pittogrammi sono l’elemento più visibile del sistema, e sono un esempio di design ben conosciuto nel mondo: una mia amica me ne aveva parlato già prima del viaggio, e io ero molto curioso di vederlo in pratica.
 
Il sistema nasce da un’idea consapevole, pensata in altri tempi. La realizzazione delle prime linee della Metropolitana è di poco posteriore alle Olimpiadi del 1968, e a occuparsi della segnaletica venne chiamato un designer statunitense che aveva già lavorato appunto all’evento olimpico: Lance Wyman. L’idea (anche se trovo poca documentazione d’epoca su questa scelta) era quella di venire incontro ai passeggeri analfabeti, visto che all’epoca il tasso di analfabetismo in Messico era altissimo. Molti dei pittogrammi sono di alta qualità.
 
Naturalmente, il sistema ha gli svantaggi dei sistemi pittografici. Se l’immagine stilizzata di una raffineria si fa ricondurre senza difficoltà alla stazione Refinería, è molto difficile per lo straniero, e forse anche per molti residenti, ricostruire il passaggio da un cappello militare ottocentesco al nome della stazione Niños héroes. E così via. Insomma, se si conosce il nome del posto in cui si vuole andare, non sempre i pittogrammi in sé offrono un’indicazione, in mancanza di informazioni di contesto.
 
Il problema è complicato dal fatto che le indicazioni alfabetiche sono decisamente poco leggibili! Soprattutto per le dimensioni dei caratteri, veramente minuscoli, per esempio, nelle indicazioni sulle linee all’interno dei vagoni:


Un po’, però, la scarsa leggibilità sembra dovuta anche al disegno. I caratteri usati sembrano infatti un adattamento spinto del carattere Eurostile disegnato da Aldo Novarese. Il risultato ha caratteristiche molto messicane – le forme quadrate e arrotondate richiamano bene la scrittura maya – e a me piacciono! Però è molto difficile da leggere. Non solo viene usato il tutto maiuscole, il che è un problema di per sé, ma il disegnatore ha cercato di dare a tutti i caratteri (più o meno) lo stesso spazio e forma quadrata, rendendoli poco distinguibili. Il risultato per me è stato veramente difficile da decifrare, anche da ridotta distanza, nei vagoni affollati. Oggi che anche in Messico la stragrande maggioranza della popolazione sa leggere e scrivere, sarebbe importante tenere conto del fatto e intervenire sul carattere (senza magari scordarsi del sistema dei pittogrammi).

Poi a fine viaggio si esce sulla grande piazza dello Zocalo, con i suoi spettacoli per turisti, e si passa a pensare ad altro.


 

martedì 13 novembre 2018

Settimane lunghe


 
Mercoledì scorso sono rientrato in Italia dopo una lunghissima Settimana della lingua italiana nel mondo. Tanto lunga che è stato praticamente un mese…
 
Giusto per ricapitolare. In questo periodo ho tenuto due corsi di aggiornamento docenti dedicati allo Scrivere per la rete – in cui ho parlato in particolare della scrittura su Wikipedia in lingua italiana. I corsi si sono svolti presso gli Istituti italiani di cultura di Città del Messico (16-17 ottobre) e di Città del Guatemala (23 e 24 ottobre).
 
Soprattutto, però, ho fatto conferenze. Per la precisione: 

Nell’assieme, un’esperienza notevole! Ringrazio tutti gli organizzatori che mi hanno invitato: in particolare, il Direttore Marco Marica dell’IIC di Città del Messico, il dottor Matteo Cattaneo dell’IIC di Città del Guatemala, la professoressa Francesca Bagaggia dell’Università di Innsbruck, il Direttore Gianni Vinciguerra dell’IIC di Istanbul. Un ringraziamento particolare va anche al gruppo di simpaticissime docenti della Facoltà di lingue della Benemerita Università Autonoma di Puebla, e a tutte le persone che con il loro lavoro hanno reso possibile questo tour de force. Per me è stata una splendida occasione di parlare di argomenti che mi stanno molto a cuore – e di insistere sulle grandi opportunità che, credo, l’italiano nel mondo avrà di fronte nei prossimi decenni.
 

mercoledì 24 ottobre 2018

¡Que viva México!

  
 
Per le strade di Puebla
Ora sono in Guatemala, ma la scorsa settimana ero in Messico per la Settimana della lingua italiana nel mondo. Gentilmente invitato dal direttore dell’Istituto italiano di cultura di Città del Messico, Marco Marica, ho avuto l’opportunità di tenere lì un corso di aggiornamento per docenti in cui ho parlato soprattutto di Wikipedia per l’insegnamento della scrittura, anche a non madrelingua. Ho anche fatto qualche dimostrazione di uso della traduzione automatica e uso di Google Home, in rapporto ai miei più recenti interessi di ricerca.
 
Vale la pena ricordare che questo taglio è stato reso possibile dal fatto che il tema della Settimana della lingua italiana nel mondo era “L’italiano e la rete, le reti per l’italiano”. Ma su questo, dirò qualcosa di più nel prossimo post!
 
In linea con il programma, ho poi tenuto conferenze sul lessico dell’italiano nell’epoca delle reti sociali. La prima conferenza si è svolta a Città del Messico il 18, la seconda a Puebla, all’inizio del convegno sull’insegnamento dell’italiano organizzato dalla Benemerita Università Autonoma di Puebla (BUAP).

Il Tempio del Sole a Teotihuacán

 
In entrambi i casi, l’ospitalità è stata calorosa. Ne ho anche approfittato per vedere alcuni tra i luoghi più celebri delle due città. A Città del Messico, lo Zocalo, gli scavi del Templo Mayor e il Museo di Antropologia, oltre alle case di Frida Kahlo e Leon Trotsky a pochi passi dalla sede dell’istituto italiano di cultura, a Coyoacán. A Puebla, il centro storico, patrimonio Unesco, e la piramide di Cholula. In più, all’arrivo sono andato alle rovine di Teotihuacán. Un’esperienza istruttiva a tantissimi livelli – e resa possibile dall’entusiasmo di tutte le persone coinvolte nel lavoro. A tutte loro vanno i miei sentitissimi ringraziamenti!
 
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