mercoledì 22 ottobre 2014

I blog di Rabat


 
Professionalità a 1000
Ieri pomeriggio ho fatto la mia presentazione all’Istituto Italiano di Cultura di Rabat. Ho fatto una breve storia dei blog italiani, e ho raccontato anche il modo in cui nel giro di pochi anni, soppiantati da Facebook, sono scomparsi i “blog diario” realizzati da adolescenti e pieni di k e abbreviazioni.
 
D’altra parte, i “blog diario” in sé non sono scomparsi, come ho notato anche qualche mese fa. Quelli che ci sono, però, sono di taglio decisamente diverso: letterario. Anche quando descrivono fatti minori della vita di tutti i giorni. La qualità di scrittura media è molto alta e, cosa decisamente interessante in una prospettiva più ampia, tutti gli esempi che conosco sono scritti da donne. Durante la presentazione ne ho citati alcuni attivi nell’ultimo anno:
 
 
Spero che i partecipanti abbiano apprezzato! Il pubblico era composto soprattutto di studenti di italiano di livello A2, ed è stato difficile per me valutare la comprensione del parlato – anche se le diapositive presentavano alcune frasi chiave del testo. Non so quanti di loro diventeranno lettori di blog italiani, ma io sono ottimista!
 
In precedenza, durante la mattina, ero invece riuscito a fare un lungo giro a piedi per Rabat. Anzi, ho attraversato tutta la città vera e propria, andata e ritorno! Partenza dalle rovine della colonia romana di Sala (e necropoli di Chellah), piazzata subito fuori dalle mura, con le sue iscrizioni latine in bella mostra nel foro. E un giardino niente male, pieno di gatti e uccelli che cantano nel caldo estivo delle rive del Bou Regreg. Anzi, qualcuno riesce a identificare gli uccellini che cantano qui?


video

Uscito dalla necropoli, sono rientrato in città attraverso la porta Bab Zaer e ho costeggiato le lunghissime mura esterne del palazzo reale. Poi ho attraversato la Ville Nouvelle, seguendo l’Avenue Mohammed V: altro percorso molto lungo, e in buona parte sotto portici, che passa davanti alla stazione ferroviaria e termina al confine della vecchia medina.

Porta Bab Chellah nella medina di Rabat



La medina stessa è separata dalla città da un imponente viale e dal Vallo Andaluso, che, isolato e ben tinteggiato, fa la sua bella figura. All’interno sono riuscito a passare solo dalla zona più turistica, lungo la Rue des Consuls. Ma ne valeva la pena, per arrivare fino alla kasbah degli Oudaya. In cima, la vecchia piattaforma del semaforo offre una splendida vista sull’Atlantico e sull’estuario del Bou Regreg. Provo a presentarla qui sotto forma di panorama realizzato con iPhone:

L'estuario del Bou Regreg

Sulla spiaggia di sotto, la meglio gioventù di Rabat si esercita con i surf (onde oceaniche, anche all’interno del frangiflutti…) Dall’altro lato del fiume si staglia invece la città gemella di Salé. Con un po’ di fortuna, riuscirò ad andarci oggi.

 

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