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venerdì 14 dicembre 2012

Shanghai


A Shanghai, attorno all’appuntamento all’Istituto Italiano di Cultura sono riuscito a piazzare un programma di visite niente male. Innanzitutto, la sera dell’arrivo, cena al sofisticato 100th Century Restaurant, al novantunesimo piano di uno del grattacielo (per ora) più alto della città. Devo ammettere che la vista dalle finestre non era male:
 

Prezzo della cena: una trentina di euro, che nell’Italia del nord oggi probabilmente se ne vanno per pizza, birra e dessert in qualche scalcinato ristorante fuori mano. Ma in generale, la zona di grattacieli di Pudong è abbastanza impressionante:

Pudong
 
Due giorni dopo, da grande appassionato di treni ho speso un’altra decina di euro per fare il viaggio di andata e ritorno sul maglev per l’aeroporto. In effetti, andare a 430 km/h su un treno a levitazione magnetica non è male! Un altro pezzetto di futuro che è già qui.
 

E per completare l’esperienza, una visita alla casa natale di James G. Ballard, oggi pretenzioso ristorante:
 

Tanto pretenzioso che per pranzare davvero sono andato un paio di porte più in là, in un posto cinese in cui ti portano l’acqua bollente in una caldaia di rame, e i clienti cuociono direttamente lì dentro quello che hanno ordinato (prezzo, stavolta, € 6):
 

Più, alla fine, controllo passaporti in stazione e imbarco sul treno notturno per Hong Kong. Che, anche se “Hard sleeper”, si rivelerà in realtà comodissimo. Siamo alle ultime battute della mia trasferta…
 

mercoledì 16 novembre 2011

Altro giornalismo di seconda mano: Visetti "a" Shanghai

Un appunto al volo: stamattina, facendo colazione con l’iPad di fronte, ho notato sulla home page di Repubblica un altro articolo del loro “corrispondente” dalla Cina Giampaolo Visetti. Il titolo è il solito indecoroso titolo italiano: In Cina troppi cuori solitari: ecco la fiera per la caccia al partner. In quanto al contenuto... basta inserire su Google i nomi degli intervistati per trovare la fonte da cui, di nuovo, Visetti ha copiato tutte le informazioni presenti nell’articolo (senza ovviamente dire che le ha copiate): ancora il Guardian di Manchester, con un articolo pubblicato domenica. E, ancora una volta, ha manipolato abbondantemente le fonti, inventando – con ogni evidenza – tutti i dati nuovi.

Per esempio, il nome “Damon Tu” compare sia nell’articolo del Guardian sia in quello di Repubblica, ma nel primo è riferito a un “media advertising sales manager from Shanghai”, mentre nel secondo è riferito a un annuncio che parla di “Quarantenne dello Shandong, impiego fisso, 14mila yuan mese (1400 euro ndr), appartamento e auto, amante shopping”. Huang Yushu è una traduttrice ventinovenne nel primo caso, una commessa ventunenne nel secondo... Ma le fonti divergono molto anche sul numero dei partecipanti (il Guardian dice che le stime variano da dieci a quarantamila; secondo Visetti sono stati mezzo milione!), eccetera.

È poi quasi superfluo dire che mentre il primo articolo è una ragionata e intelligente presentazione di informazioni, il secondo è una serie di luoghi comuni da temino di seconda liceo. Vale la pena citare la frase conclusiva: “Donne in cerca di anziani sempre più ricchi e uomini attratti da povere sempre più giovani: la nuova superpotenza del mondo, dimenticato il socialismo, si scopre disperatamente sterile e sola, come un qualsiasi capitalismo dell'Occidente sul viale del tramonto”.

Tutto qui? Beh, no, perché questo genere di invenzione a volte fa danni mostruosi. Per esempio, ho appena scoperto che Visetti è stato uno dei giornalisti che, dopo lo tsunami, hanno fatto un esemplare lavoro di disinformazione. Nel caso specifico, Visetti ha contribuito al mito della “Tokyo deserta”... vedere per credere.

Insomma, buona pausa caffè a tutti, e buone letture di prima mano!

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