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giovedì 15 ottobre 2009

Toccaschermo

Qualche giorno fa ho fatto un giro a Mediaworld e ho visto un paio di modelli di computer desktop touchscreen. Idea interessante, ma problematica dal punto di vista dell'usabilità.

Il problema base è semplice e ben noto: tenere la mano sollevata all'altezza di una superficie verticale (o semiverticale) è faticoso. Se non c'è piano d'appoggio, si può fare per pochi secondi alla volta.

Questo, tra l'altro, è uno dei motivi che hanno determinato il successo del mouse rispetto a strumenti più diretti di interazione. Quando nel 1963 Ivan Sutherland ha realizzato il primo sistema grafico di interazione con il computer, Sketchpad, il mouse ancora non esisteva e la tecnologia della light pen era relativamente matura (come si vede nella fantastica foto di Sutherland al lavoro, che piazzo qua a destra riprendendola dal sito da Wayne Carlson, visto che non sono riuscito a trovare e a citare la fonte originale). Ma le prove di Engelbart hanno mostrato a fine anni Sessanta la superiorità del mouse per il contatto grafico con il computer nella maggior parte dei casi. Certo, il mouse è "indiretto"... ma lascia lo schermo libero, non fa perdere tempo per raccogliere la penna e portarla allo schermo ogni volta che si devono alternare strumento grafico e tastiera, nérichiede piani inclinati per sostenere il braccio.

Che fortuna possono avere quindi i computer da tavolo con touchscreen? Limitatissima, direi, come nota per esempio, a proposito di notebook, questo recensore di Wired. Che prodotti del genere arrivino addirittura alla grande distribuzione mi sembra come minimo curioso.

sabato 20 giugno 2009

Bardini, Bootstrapping

Molte cose di oggi dipendono da eventi puramente casuali del passato. La nostra tecnologia informatica è uno di questi? Cioè, gli strumenti che usiamo per comunicare, dal computer con tastiera fino al mouse, erano scelte obbligate? O solo una possibilità tra tante?

Bootstrapping di Thierry Bardini è un libro che fornisce la risposta a un buon numero di queste domande. Dal punto di vista storico, è un libro su (come dice il sottotitolo) "Douglas Engelbart, Coevolution, and the Origins of Personal Computing". Ma le invenzioni di Engelbart, nome oggi praticamente sconosciuto, sono fondamentali. La sua "Madre di tutte le demo", nel 1968, presentò al pubblico in un colpo solo il mouse, gli ipertesti, la videoscrittura e la videoconferenza.

Le tecnologie attuali non erano le uniche prese in esame da Engelbart. Per esempio, una delle sue idee di base era stata quella di integrare l'interazione tramite mouse con quella tramite una tastiera ridotta a cinque tasti: una "tastiera ad accordi" (chord keyboard) che permetteva di scrivere rapidamente usando una mano sola, mentre l'altra operava. Oppure il mouse da ginocchio...
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