Visualizzazione post con etichetta icon. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta icon. Mostra tutti i post

martedì 22 maggio 2018

Cominetti e Tavosanis, The ICoN Corpus of Academic Written Italian (L1 and L2)

  
 
LREC 2018 a Miyazaki
Per LREC 2018 a Miyazaki ho presentato (con poster) la versione completa del Corpus ICoN, realizzato assieme a Federica Cominetti. Il contributo si intitola The ICoN Corpus of Academic Written Italian (L1 and L2) ed è adesso disponibile negli Atti del Convegno LREC 2018, scaricabili integralmente – anche se il file è davvero ingombrante: 362Mb nella versione zippata!
 
Il contributo è appunto una descrizione completa, in inglese, del modo con cui è stato realizzato il corpus ICoN: al momento il più ampio corpus comparabile di produzioni scritte da italiani madrelingua e da apprendenti di italiano (con 41 diverse lingue madri). Il sottocorpus di testi di stranieri è infatti formato da 2.115.000 token, quello di testi di italiani da 1.769.000 token. Caratteristiche e statistiche del corpus sono presentate in dettaglio, e dal mio punto di vista questa presentazione è quella definitiva e di riferimento.
 
Una sezione dimostrativa del contributo presenta inoltre un saggio di analisi sull’uso delle collocazioni. L’analisi ha mostrato che “the most frequent multiword expressions included in the L1 and L2 sub-corpora tend to be the same”. Cioè che in sostanza, quando usano collocazioni, polirematiche e frasi idiomatiche, gli studenti stranieri lo fanno in modo molto simile a quello degli studenti italiani. Per esempio, le cinque espressioni nominali (“multiword nouns”) con il punteggio LMI più alto nelle produzioni di stranieri sono queste:
 

  1. Punto di vista 
  2. Punto di riferimento 
  3. Essere umano 
  4. Stato d’animo 
  5. Mezzo di comunicazione 
 Le cinque corrispondenti nelle produzioni di italiani sono:
 

  1. Punto di vista 
  2. Essere umano 
  3. Mezzo di comunicazione 
  4. Stato d’animo 
  5. Messa in scena
 
La cosa non era ovvia... e al tempo stesso, va notato i punteggi LMI sono più alti nei testi di stranieri: per esempio, “stato d’animo” ha LMI di 445 nei testi di stranieri, di 316 in quelli di italiani. A Miyazaki ho visto molto interesse nei confronti di questo tipo di analisi, e la cosa è particolarmente interessante perché gli studi italiani in materia mi sembrano molto più avanzati di quelli condotti per altre lingue, a cominciare dall’inglese.
 
Federica Cominetti e Mirko Tavosanis, The ICoN Corpus of Academic Written Italian (L1 and L2), Parigi, ELRA, 2018, ISBN 979-10-95546-00-9, pp. 4077-4083.
 

lunedì 4 aprile 2016

SILFI a Madrid



Il sito SILFI
Oggi sono a Madrid per convegno. Dal 4 al 6 aprile, presso la Facoltà di Filologia dell'Università Complutense di Madrid, si tiene infatti il XIV Congresso della Società internazionale di Linguistica e Filologia italiana (SILFI).
 
Il Congresso è dedicato ad Acquisizione e didattica dell’italiano. Io parteciperò con due interventi:


  • oggi pomeriggio, assieme a Federica Cominetti, terrò un intervento su “L’influenza della L1 negli elaborati universitari di studenti con un livello di italiano L2 pari o superiore a B2”; il lavoro è frutto di un PRIN appena concluso in cui ero responsabile dell’unità di Pisa
  • il 6 aprile racconterò invece le mie esperienze su “La riprogettazione dei materiali didattici nell’e-learning del Consorzio interuniversitario ICoN”

Oggi a Madrid piove e fa un freddo ancora invernale. Per arrivare qui in economia ieri ho però fatto uno scalo a Ibiza, e ne ho approfittato per vedere un altro clima:

Il porto di Ibiza

 Ultimamente, in effetti, sono diventato un fan di Skypicker. Chi avrebbe potuto immaginare che, come mi è capitato recentemente, la rotta più economica Pisa-Berlino passasse da Bari? Miracoli delle politiche dei prezzi e degli algoritmi in grado di individuare i collegamenti migliori. Con in più, spesso, la possibilità di fare due passi e vedere qualche posto in cui altrimenti difficilmente si sarebbe andati.
 

martedì 16 febbraio 2016

Un saluto a ICoN

 
Il logo del Consorzio interuniversitario ICoN
Venerdì scorso ho terminato, dopo quasi cinque anni, la mia attività di Direttore del Consorzio interuniversitario ICoN. Mi sostituisce la dottoressa Chiara Rossi, che negli ultimi mesi si era già occupata di buona parte della gestione.
 
Sono stati cinque anni… interessanti, per usare un eufemismo! Qualche segno di questo entusiasmo si è visto anche su questo blog, ogni tanto. Ma in generale, questo è un momento molto positivo e stimolante per la diffusione della lingua e della cultura italiana via Internet. Vorrei quindi ringraziare innanzitutto il Presidente del Consorzio, Mirko Tavoni, e i componenti del Consiglio di Amministrazione, per la possibilità che mi hanno dato di collaborare a questa impresa e per la fiducia che mi hanno rinnovato anche l’anno scorso.
 
Un altro ringraziamento speciale va poi ai dipendenti e ai collaboratori del Consorzio. A ICoN lavorano molte persone di grandi capacità e di cui ho avuto modo di apprezzare in infinite occasioni l’iniziativa e l’autonomia: sono convinto che tutti saranno in grado di cogliere al meglio le opportunità che si stanno aprendo in un momento di grandi cambiamenti.
 
Lato mio… i prossimi mesi saranno, anche senza l’impegno con ICoN, pieni di attività universitarie e di corsi da portare avanti. Soprattutto, però, conto di poter dedicare presto il giusto tempo allo studio e alla ricerca, in una serie di direzioni che in parte lasciano già qualche traccia in rete.
 

martedì 6 ottobre 2015

Mia intervista su Community


 
Community RAI: no, io non sono nessuno dei due
Ieri è andata in onda una mia intervista nella prima puntata della nuova stagione del programma RAI Community, dedicato agli italiani all’estero. Intervistato dal conduttore, Alessio Aversa, ho presentato brevemente le nuove attività del Consorzio ICoN; in particolare, i prossimi contributi alla Settimana della lingua italiana nel mondo e l’importante intervento della Fondazione Sicilia per il sostegno alle borse di studio.
 
Community viene trasmesso in America, Asia, Australia e Africa nel pomeriggio secondo questa scaletta, che riflette le complessità dell’emigrazione italiana:
 
Rai Italia 1 (Americhe). New York – Toronto: dal lunedì al venerdì ore 17.30. Buenos Aires: dal lunedì al venerdì ore 18.30.
 
Rai Italia 2 (Asia-Australia). Pechino – Perth: dal lunedì al venerdì ore 14.45. Sydney: dal lunedì al venerdì ore 17.45.
 
Rai Italia 3 (Africa). Johannesburg: dal lunedì al venerdì ore 15.30.
 
In Italia e in Europa il programma non viene trasmesso. Le puntate, dopo un paio di giorni, dovrebbero però essere disponibili all’indirizzo www.raitalia.it.
 
Per gli interessati: il mio intervento è molto breve, ma, cercando la puntata di Community del 5 ottobre 2015, dovrebbe essere molto facile da trovare, visto che è proprio in coda alla trasmissione!
 

giovedì 19 marzo 2015

Aggiornamento rapido

Non ho pubblicato nulla nell’ultimo mese e mezzo… la ragione, naturalmente, è il lavoro.
 
Faccio comunque un rapido aggiornamento: poche settimane fa sono stato riconfermato Direttore del Consorzio interuniversitario ICoN. Ne ho approfittato per intensificare le mie attività! Lanciatissimi nella ristrutturazione dei siti web, siamo anche impegnati in una serie di corsi di formazione concentrati in Sudamerica.
 
Oggi però per fortuna parto per un breve viaggio in India. Spero di trovare diverse cose interessanti per la storia delle attività italiane all’estero – ulteriori informazioni, spero, appariranno a breve su queste pagine.
 

venerdì 23 gennaio 2015

Attività ICoN

 
Lunga vita al Consorzio interuniversitario ICoN!
Come dicevo la settimana scorsa, è un peccato non raccontare tutte le splendide cose che abbiamo fatto negli ultimi mesi al Consorzio interuniversitario ICoN!
 
Lavorando giorno per giorno a queste attività, siccome il lavoro è impegnativo al massimo, è facile perdersi nelle singole scadenze. Però ogni tanto mi fermo un attimo, mi guardo alle spalle e rimango impressionato anch’io da tutto quello che abbiamo fatto e da tutto quello che stiamo facendo. A me è capitato di farlo giusto ieri, al termine di una lezione introduttiva in presenza per il nostro Master in Traduzione specialistica inglese > italiano. Queste settimane poi sono particolarmente adatte a una riflessione, visto che sono ormai arrivato alla scadenza del mio mandato quadriennale (eh, sì, il tempo vola!) come Direttore del Consorzio.
 
Giusto per citare le novità più vistose del 2014… A ICoN abbiamo:
 
  • erogato corsi di lingua a distanza per quasi 700 studenti universitari brasiliani in arrivo in Italia con il programma Ciência sem Fronteiras
  • prodotto e iniziato a diffondere un corso online per l’esame “AP® Italian Language and Culture” negli Stati Uniti, in collaborazione con lo IACE 
  • organizzato un Seminario a Roma su “L’italiano come risorsa per il sistema Italia”, producendo anche gli Atti su carta e come e-book scaricabile gratuitamente
  • tenuto, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico del Consolato d’Italia a Mendoza in Argentina, un corso di aggiornamento a distanza per i docenti della Federación de Entidades Cuyanas para la Instrucción y Cultura en Lengua Italiana (F.E.C.I.C.L.I)
 
Il tutto in aggiunta alla prosecuzione regolare di tante iniziative che hanno ormai molti anni di storia alle spalle: il Corso di Laurea in Lingua e cultura italiana per stranieri, i corsi di lingua per Trentini nel Mondo, tre Master, i corsi di lingua in autoapprendimento online…
 
Di ICoN ho già parlato in diverse occasioni su questo blog, ma in modo un po’ sparso. Approfitto di questo post per dichiarare la mia profonda soddisfazione nell’aver potuto contribuire per molti anni a una struttura che può vantare un programma stimolante e visionario e la collaborazione di tante persone eccezionalmente brave e competenti!
 

venerdì 20 dicembre 2013

Ascesa e caduta dei MOOC

 
 
Complessità dei MOOC (da Wikipedia in lingua italiana)
Molti esseri umani parlano per estremi e sembrano vivere in un mondo fatto di bianco e di nero. Le persone, per loro, sono sempre creature meravigliose o mostri. Le cose sono amate o sono odiate. È un modo intenso di descrivere la vita e forse è anche migliore rispetto al mio, che si basa in sostanza su sfumature di grigio su sfondo beige.
 
Sono però abbastanza sicuro che, quale che sia la sua positività per il singolo, questo modo non sia quello più adatto a descrivere e capire un sacco di fenomeni, tra cui quelli sociali. Che spesso non sono affatto riducibili al bianco e nero. L’estremizzazione qui è di regola eccesso di semplificazione, e quando ci si mettono di mezzo i giornali spesso la semplificazione arriva alla caricatura di sé stessa. Questo è poi ciò che accade di regola alle informazioni sull’educazione – e, negli ultimi giorni, a quella sui MOOC. L’anno scorso uscivano sui giornali esaltazioni improbabili di questi corsi online, che avrebbero rivoluzionato l’educazione. Oggi escono stroncature, spesso a firma degli stessi giornalisti.
 
Né l’una né l’altra cosa mi hanno sorpreso, anche se mi hanno leggermente intristito. Chi si occupa seriamente di e-learning sa che lo studio è un fenomeno complesso, e che non basta mettere in linea materiali o corsi nuovi perché masse di appassionati imparino cose nuove. Se bastasse quello, i libri a stampa avrebbero già fatto chiudere le scuole da un pezzo: in fin dei conti, ancora oggi è possibile sentire storie meravigliose su come un singolo libro possa dare un accesso alla conoscenza tale da rivoluzionare la vita delle persone. E i numeri trionfali che a volte si ottengono quando si regala un prodotto (buono o cattivo) sul web non significano che il meccanismo con cui lo si regala sia sostenibile sul medio periodo, per non parlare del lungo.
 
Vediamo qualche dettaglio sul caso specifico. Per esempio, in Italia, la Lettura (supplemento del Corriere della sera) ha dedicato ai MOOC nel numero del 15 dicembre 2013 un articolo di Massimo Gaggi (nelle stesse pagine, un più interessante articolo di Cristina Taglietti parla dei libri di testo “fai da te” nelle scuole italiane… settore da seguire da vicino). Lo stesso Gaggi aveva dedicato all’argomento un articolo molto positivo l’anno scorso, debitamente richiamato nel numero di quest’anno.
 
In entrambi i casi, ci troviamo però di fronte al classico giornalismo di seconda mano: nessuna ricerca originale, solo una sintesi e traduzione di cose già dette da altri (e qui va già bene, perché gli articoli sono scritti con competenza… spesso non si è così fortunati). Andando alle fonti, si segnala quindi una coppia di articoli del New York Times. Il 2 novembre del 2012 Laura Pappano aveva annunciato The Year of the MOOC; il 13 dicembre del 2013 Tamar Lewin spiegava invece che After Setbacks, Online Courses Are Rethought.
 
Che cos’è successo nel frattempo? Banalmente, che i MOOC sono stati provati. E che si è visto che, sorpresa, la dispersione degli studenti nelle iniziative di formazione a distanza è altissima. Oppure che, altra sconvolgente sorpresa, riescono a seguire meglio questi corsi le persone che hanno già un titolo di studio tradizionale. Tutte cose che gli addetti ai lavori sanno appunto da decenni, e che sono da tempo ampiamente pubblicizzate e documentate. Ogni tanto può anche essere utile riscoprire l’acqua calda, ma vedendo il modo in cui l’e-learning si presenta all’esterno si ha l’impressione che esista solo questo: un ciclo continuo in cui qualcuno che non aveva mai sentito parlare dell’acqua calda la riscopre, in circostanze più o meno traumatiche.
 
Cioè, voglio dire: l’attuale sistema di formazione superiore non nasce dal caso. È il frutto di tentativi passati – più o meno corretti, più o meno meritevoli di aggiornamento, ma spesso sensati, ragionevoli e funzionali – di trovare modi per fornire formazione a grandi masse di studenti. I quali studenti, lasciati a sé stessi, a volte per fortuna trovano canali alternativi ma sui grandi numeri no. Un sistema di formazione è una cosa complessa e sperare di lanciare un’alternativa funzionante come se fosse un’app per scambiare foto di gatti, ignorando le infinite complessità nascoste che fanno funzionare il sistema esistente, è, come dire, irrealistico.
 
Non nascondo un po’ di frustrazione.
 
A questo punto abbiamo decenni di esperienza sulla comunicazione elettronica e sulla didattica via Internet. In questo settore non esistono ovviamente leggi formalizzate e applicabili, e qualche prodotto di successo apparirà sempre a sorpresa. Tuttavia ma siamo da tempo in grado di distinguere tra cose assurde in partenza e altre meno assurde. I MOOC possono funzionare benissimo come iniziative promozionali di grandi università, realizzate in perdita. Con qualche aggiustamento, possono anche trovare con facilità nicchie in cui prosperare. Non saranno invece, di per sé, una rivoluzione per l’educazione superiore. Punto.
 
Ma si può ottenere entusiasmo anche per un mondo che non è fatto solo di colori chiassosi e titoli strillati? Beh, io credo di sì. A me è capitato di andare in giro per l’e-learning e di trovare nei più diversi angoli del mondo persone che mi dicevano cose tipo: “Grazie al Consorzio ICoN ho potuto prendere una laurea italiana, e se non ci foste stati voi non ci sarei mai riuscita”. A queste cose i maggiori quotidiani del pianeta non dedicano molto spazio. Ma ci sono, funzionano, e un po’ alla volta cambiano il mondo, in un modo che spero più intelligente e fruttuoso di tanti altri.
 

martedì 22 ottobre 2013

Il possente Paraná

 
 
Il monumento alla Bandiera argentinaRosario, terza città dell’Argentina, si stende sulla sponda destra del Río Paraná. Il centro abitato è stato per lungo tempo separato dal fiume dalle infrastrutture portuali e dal muro che le circondava; negli ultimi anni, però, il porto è stato spostato a monte e l’area che occupava è oggi diventata un passeggio popolare. Il che, come mi è stato spiegato, ha cambiato molto il rapporto tra Rosario e il suo fiume.
 
Anche il principale punto di riferimento della città, il monumento alla Bandiera argentina (usata qui per la prima volta), non solo sorge sulla riva ma dedica al Paraná un’imponente statua. All’interno della struttura, una solenne citazione avverte che “La bandera que alzóse / en el Rosario / del argentino es gloria / o es sudario”. Pochi passi più avanti, il monumento agli ultimi per cui è stata sudario: i caduti nelle Falkland.
 
In un contesto meno malinconico, invece, sabato mattina ho partecipato alla conclusione del corso di aggiornamento per docenti La lingua italiana di oggi nella didattica L2 organizzato dal Consolato Generale d’Italia a Rosario e da ICoN. La sede era la sezione storica del Consolato, in una bellissima casa signorile d’inizio Novecento. Il Console Giuseppe D’Agosto ha consegnato i diplomi e io ho finalmente avuto la possibilità di conoscere di persona i corsisti e altri studenti o laureati ICoN. Ma, soprattutto, Marcello Garbati, il dirigente scolastico che ha organizzato il corso e che mi gentilmente accompagnato, assieme a sua moglie, in giro per Rosario. E Loredana Cappai, lettrice MAE, che ha gestito ottimamente gli appuntamenti in presenza. Più diverse docenti e corsiste. L’accoglienza è stata splendida e amichevolissima!

La mia presentazione a Rosario

A fine cerimonia ho fatto una presentazione complessiva delle attività del Consorzio. Va detto però che l’evento è stato quasi imbarazzante, per tutte le lodi che sono state espresse nei confronti sia del corso sia di ICoN in generale! L’attività che abbiamo svolto, a quel che sembra, viene incontro a un’esigenza precisa e molto sentita, soprattutto in un momento in cui i tagli costringono a ridurre il numero di formatori inviati direttamente dall’Italia. L’Argentina sta vivendo un periodo di grande crescita economica, ma al tempo stesso ha bloccato o reso difficili molte importazioni – a cominciare da quella di libri e materiali didattici. Aver realizzato un’attività di aggiornamento a basso costo ha permesso senz’altro di migliorare l’offerta nel settore in un momento complicato.
 
La domenica, invece, mi sono ritrovato con la mattina libera, in attesa della partenza per Córdoba. Il Paranà scende dal Brasile, attraversa il Paraguay e arriva a Rosario con un colore marroncino non particolarmente invitante, ma la sua sponda sinistra è del tutto disabitata, o meglio, è fatta da un intrico di isole e canali che dà molto respiro al panorama urbano. Ho provato quindi innanzitutto a unirmi a una delle escursioni che partono dall’Estacion Fluvial, in centro, e permettono di rientrare in kayak (mezzo di trasporto che a me piace molto) passando appunto dai canali secondari. Mentre stavamo per imbarcarci, però, è arrivato un acquazzone niente male… escursione cancellata all’ultimo minuto!
 
Per recuperare lo smacco sono andato a passeggio sui lunghi viali che costeggiano appunto il Paranà. E, man mano che il cielo si rischiarava, mi è venuta un’idea: perché non andare a fare il bagno? In fin dei conti Rosario ha un po’ di spiagge attrezzate dove si può appoggiare lo zaino in ragionevole sicurezza.

Praticamente Baywatch

Così alla fine ho preso un taxi e sono andato al Balneario La Florida, poco prima del Ponte de la Vitoria. Ingresso, cambio, tuffo. Una corda a pochi metri dalla riva isola l’area in cui si può fare il bagno e io ne ho approfittato. Lo spettacolo non era male, perché davanti al bagnante passa una bella sezione del commercio mondiale: grandi navi mercantili risalgono vuote il fiume e navi altrettanto grandi lo discendono, cariche di soia, pronte a sfamare la Cina. Il fondo, certo, era una fanghiglia, e l’acqua non particolarmente invitante, ma dal punto di vista di chi ha nuotato nel Gange a Varanasi… Soddisfatto, mi sono messo a sguazzare tra le onde. Nemmeno troppo fredde, a dire il vero. Del resto il fiume scende dal Brasile, e dai Tropici.
 
Poi rientro in centro, aggirando lo stadio dove orde di tifosi stavano convergendo per la partita Central Rosario – Newell’s. E fermata alla stazione degli autobus, in attesa del primo servizio “semicama” per Córdoba. Sei ore di autobus, e pronto per la prossima.
 

venerdì 30 agosto 2013

Impressioni di Libia

 
Il teatro di Sabratha
La Libia sembra un paese in attesa. Le costruzioni e le riparazioni si sono fermate all’inizio del 2011: scendendo verso l’aeroporto di Tripoli si vedono interi quartieri di palazzi in cemento rimasti a mezzo e ora invasi dalla sabbia – puro Ballard.
 
Del resto, le visite in Libia oggi sono sconsigliate, a parte importanti ragioni di lavoro. Io ci sono stato per presentare le attività di ICoN al workshop regionale “Methods for Developing Higher Education and Scientific Research in Virtual Universities”, tenuto a Sabratha dal 21 al 22 agosto. Gli organizzatori erano il Ministero libico dell’Istruzione superiore e della ricerca scientifica, la Open University libica e la Federazione delle Università dei Paesi islamici. Il pubblico era di alto livello – rettori o pari grado – e i lavori sono stati introdotti non solo dal ministro libico per l’Istruzione superiore e la ricerca scientifica, ma anche dal suo omologo tunisino. Insomma, una splendida occasione per presentare le attività del Consorzio. Lato mio, poi, il viaggio e la sistemazione sul posto sono stati splendidamente gestiti dall’Istituto Italiano di Cultura di Tripoli e in particolare da Francesca Chiesa.
 
Devo dire che, ad attraversarla in macchina, con la guida di un bravissimo collaboratore dell’IIC, la Libia sembra per buona parte del tempo il paese più tranquillo del mondo. Certo, attorno si vedono ancora gli effetti dei combattimenti e dei bombardamenti occidentali. Per esempio qui, dove un missile ha colpito un punto di ritrovo di veicoli di Gheddafi alle porte di Zauia:

Zauia

Inoltre, cosa ancora più vistosa, buona parte del controllo del territorio oggi è fatto dalle milizie. Sulla strada tra Tripoli e Sabratha, i posti di blocco sono gestiti da miliziani di vario tipo: ragazzini giovanissimi, oppure personaggi più anziani, con la barba lunga e il kalashnikov in spalla. Accanto, gli immancabili gipponi con mitragliatrice.

Le misure di sicurezza consigliate dall’Ambasciata italiana sono comunque molto severe, e le mie visite all’esterno sono state quindi ridotte al minimo. L’unica escursione fuori percorso si è in sostanza limitata a una cena accanto all’arco di Marco Aurelio, nel centro di Tripoli, e a una passeggiata negli immediati dintorni, tra resti italiani e movida locale. Più classica è stata
una visita lampo alle rovine romane di Sabratha, durante una pausa del workshop, senza neanche l’ombra di un turista in visita.


Nel frattempo, tutto attorno, la Libia apparentemente aspetta. A settembre finiranno le vacanze e si vedrà quale sarà il destino del governo oggi in carica. Nel frattempo, noi speriamo di poter venire incontro a una domanda che sembra molto sostenuta e di dare anche in Libia qualche contributo alla diffusione della lingua italiana.
 

martedì 25 giugno 2013

Aiuto per un titolo

 
Ho un problema di titoli. Sul sito ICoN è necessario introdurre una nuova sezione che descriva le attività portate avanti assieme a enti esterni al Consorzio (per esempio, i nostri corsi di lingua per Ciência sem Fronteiras – Italia). La nuova sezione dovrà essere richiamata dalla barra gialla in alto, con un link che compaia accanto a quelli per “Info ICoN”, “Laurea” e così via.
 
Problema: che nome diamo alla sezione? “Attività portate avanti assieme a enti esterni” è l’etichetta giusta, ma non è molto adatta a una voce di menu. “Attività”? Troppo generico. “Attività in collaborazione”? Troppo lungo. Eccetera. L’ideale sarebbe usare non più di 15 caratteri per descrivere la sezione. E meno caratteri si usano, meglio è.
 
In inglese potrebbe andar bene “Partnerships”. Ma in italiano? “Collaborazioni” sarebbe la scelta più immediata ma ha connotazioni troppo passive… si “collabora” di solito a qualcosa progettato o gestito da altri (“apporto” viene considerato un sinonimo). E quindi? I miei preferiti al momento sono, in ordine decrescente:
  • Con altri 
  • Assieme 
  • Insieme 
  • Attività 
  • Altri corsi
A qualcuno vengono in mente soluzioni migliori? Tra quelle che sono già state proposte, ma che per vari motivi mi sembrano insoddisfacenti, figurano “accordi”, “pratiche”, “partecipazioni”, “progetti”, “altri corsi”, “convenzioni”, “attività speciali”, “progetti speciali”, “formazione”… Grazie in anticipo a chi vorrà proporre qualcosa di nuovo!
 

mercoledì 19 giugno 2013

I corsi per il Brasile

 
Studenti del programma Ciência sem Fronteiras
Il Consorzio ICoN ha iniziato a fare corsi di lingua online per quasi mille studenti brasiliani in arrivo in Italia. Gli studenti fanno parte del programma Ciência sem Fronteiras (Scienza senza frontiere), e in autunno verranno a studiare in Italia: tutti i dettagli sull’accordo sono disponibili sul nostro sito di notizie.
 
Ovviamente, è una soddisfazione non da poco… È anche un lavoro enorme, per tutte le persone coinvolte, ma ne vale senz’altro la pena. E, dati i numeri coinvolti, è anche un contributo significativo all’internazionalizzazione del sistema universitario italiano!
 
Vale però la pena di dire qualcosa anche su Ciência sem Fronteiras in sé. Il programma è infatti una delle iniziative di politica universitaria più importanti a livello mondiale: il governo brasiliano ha deciso nel 2011 che il paese aveva bisogno di migliorare il numero e la qualità dei laureati, e per questo, fino al 2014, finanzierà gli studi all’estero di 75.000 studenti e ricercatori. In quanto, banalmente, è difficile che un’economia moderna si sviluppi se il livello di istruzione dei cittadini non è sufficiente. Il contrasto con la politica universitaria italiana è, come dire, impressionante…
 

sabato 13 ottobre 2012

ICoN: i nuovi corsi di lingua italiana

 
La prossima settimana sarà la dodicesima Settimana della Lingua Italiana nel mondo, che prevede una nutrita serie di iniziative per la diffusione della lingua (anche se il sito ufficiale dell’ente promotore, cioè il Ministero degli Affari Esteri, curiosamente, non riporta indicazioni aggiornate). Io sono qui in Asia orientale anche per dare il mio piccolo contributo all’iniziativa, e quindi domenica volerò all’Istituto Italiano di Cultura di Giacarta (via Kuala Lumpur) per fare una presentazione sul rapporto tra insegnamento della lingua italiana e nuove tecnologie. Spero di approfittarne per girare un po’ per Giava – e di avere l’occasione di scrivere qualche post da lì!
 
Oltre alle azioni in presenza, però, il mio lavoro per ICoN e per la diffusione dell’italiano è al momento dedicato in buona parte alle azioni a distanza. In particolare, dall’inizio di settembre, con ICoN abbiamo iniziato a promuovere i nostri nuovissimi corsi di italiano: uno per il livello A1 (“base”) e uno per il livello A2 (“principiante”) del Quadro Comune Europeo.
 
I corsi sono normalmente in vendita in autoapprendimento a 150 euro. Per la Settimana della Lingua Italiana nel mondo li offriremo però, scontati, a 120 euro. In più, faremo una piccola campagna promozionale che in queste settimane ho cercato di coordinare al meglio attraverso una montagna di messaggi di posta elettronica e di conversazioni via Skype. Spero che molti approfittino dell’occasione per acquistare...
 
Di sicuro, ho il forte sospetto che nei prossimi mesi dovrò dedicare buona parte del mio tempo alla commercializzazione di questi corsi, e di quelli di prossima uscita (entro fine anno sarà disponibile anche il B1, e così via). Compito non facile – ma l’organizzazione ICoN è fatta di persone molto brave e competenti, e i corsi sono di alto livello, quindi con un po’ di fortuna per la prossima Settimana della Lingua Italiana avremo qualche risultato interessante da presentare.
 

sabato 19 novembre 2011

Opuscolo ICoN

Logo ICoN

Un aggiornamento sul mio lavoro per il Consorzio ICoN... Da pochi giorni abbiamo realizzato un opuscolo su carta di 16 pagine con la presentazione di tutte le attività in corso. Il testo stampato lo stiamo distribuendo in questi giorni, il PDF è già disponibile e scaricabile sul sito (sono 5,2 MB: pesantuccio, ma è lo svantaggio di questo genere di prodotti).

Devo dire che vedere il prodotto finito su carta e tenerlo in mano, in blocco unico, dà una sensazione strana - del tipo: Accidenti! Quante cose stiamo facendo... Mettiamo anche questo genere di sensazioni tra i vantaggi (o perlomeno, le diversità) della carta rispetto ai mezzi di comunicazione elettronica.

domenica 5 giugno 2011

Impegni ICoN


Uno dei motivi per cui gli aggiornamenti del blog sono abbastanza sporadici: ai miei normali impegni di lavoro si è aggiunto, dall'inizio di aprile, il ruolo di direttore del Consorzio ICoN. La quantità di lavoro connessa è, diciamo, elevata. Però ovviamente si tratta di una grande soddisfazione!

ICoN è un consorzio di università italiane che ha una missione ben precisa: "promuovere e diffondere la lingua e la cultura dell'Italia nel mondo attraverso tecnologie telematiche e specifiche iniziative didattiche". A questo scopo, eroga da anni un corso di laurea triennale in Lingua e cultura italiana per stranieri (on line) e produce e distribuisce corsi di lingua.

Vale la pena di notare che un approccio del genere alla promozione della lingua italiana è uno dei pochi che abbia senso. Spesso capita di sentire interventi che interpretano la "difesa" della lingua italiana come il dare contro ad altre lingue: proibire le interferenze, combattere l'inglese e così via. L'idea alla base di ICoN è praticamente opposta: fornire qualcosa in più, dando un modo per studiare la lingua e la cultura italiana a chi non avrebbe la possibilità di arrivarci attraverso altri canali.

Sono quindi molto soddisfatto e orgoglioso di poter dare un contributo a un'iniziativa del genere.
Creative Commons License
Blog di Mirko Tavosanis by http://linguaggiodelweb.blogspot.com is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia License.