L’anno scorso, un ordine fatto da tempo mi è arrivato in uno dei periodi peggiori dell’isolamento: una copia usata e un po’ ammaccata del libro fotografico On reading di Steve McCurry. Un libro meraviglioso, che consiglio caldamente a tutti.
venerdì 26 febbraio 2021
McCurry, On reading
L’anno scorso, un ordine fatto da tempo mi è arrivato in uno dei periodi peggiori dell’isolamento: una copia usata e un po’ ammaccata del libro fotografico On reading di Steve McCurry. Un libro meraviglioso, che consiglio caldamente a tutti.
sabato 26 marzo 2016
Ventura, L’uomo a cavallo
martedì 4 agosto 2015
Carta, cartella e cartoccio
sabato 18 febbraio 2012
Sellen e Harper, The myth of the paperless office
2. Paper facilitates the cross-referencing of more than one document at a time.
3. Paper allows us to annotate documents easily.
4. Paper allows the interweaving of reading and writing.
2. The preference for paper
3. Many different kinds of reading
4. Different ways of reading
5. Reading in conjunction with writing
6. Use of multiple documents
7. The complex role of technology
8. Clusters of readers
sabato 19 novembre 2011
Opuscolo ICoN
Un aggiornamento sul mio lavoro per il Consorzio ICoN... Da pochi giorni abbiamo realizzato un opuscolo su carta di 16 pagine con la presentazione di tutte le attività in corso. Il testo stampato lo stiamo distribuendo in questi giorni, il PDF è già disponibile e scaricabile sul sito (sono 5,2 MB: pesantuccio, ma è lo svantaggio di questo genere di prodotti).
Devo dire che vedere il prodotto finito su carta e tenerlo in mano, in blocco unico, dà una sensazione strana - del tipo: Accidenti! Quante cose stiamo facendo... Mettiamo anche questo genere di sensazioni tra i vantaggi (o perlomeno, le diversità) della carta rispetto ai mezzi di comunicazione elettronica.
lunedì 14 novembre 2011
In ufficio con lo scanner

A volte succede: quest’anno i miei fondi di ricerca sono stati sufficienti a permettermi di rinnovare le attrezzature elettroniche per l’ufficio. Uno dei modi in cui ne ho approfittato è stato l’acquisto di uno scanner SnapScan Fujitsu 1500.
La logica dietro all’acquisto è stata molto semplice. Come tutti, ho il problema dello spazio – con gli anni, si accumula una quantità impressionante di documenti e di materiali su carta. Alcune cose vanno conservate per motivi burocratici. Altre, e sono di gran lunga le più numerose, perché “potrebbero sempre servire”. In fin dei conti, niente di più antipatico che far fuori tutte le carte dell’anno precedente per poi accorgersi che uno dei fogli sarebbe stato utile...
Esattamente questo genere di problemi è stato descritto in un libro fondamentale, The myth of the paperless office di Sellen e Harper (ne parlerò, spero, in uno dei prossimi post). E devo dire che mi era sempre sembrata promettente una soluzione ragionevole individuata lì: carta per i “lavori in corso”, formato elettronico per l’archiviazione, e rapida ripulitura degli archivi fisici. Dopodiché, avendo fatto un po’ di ricerche in rete, ho scelto lo SnapScan per vari motivi:
- a differenza dei classici scanner con piano di scansione, permette di caricare in un colpo solo dei discreti pacchetti di fogli (beh, solo una ventina alla volta, nella mia esperienza, ma il numero si è rivelato adeguato...)
- riprende testi e immagini su entrambi i lati di un foglio, ignorando in automatico le pagine bianche
- fa un discreto riconoscimento del testo attraverso la lettura ottica
- è accompagnato da una licenza piena di Acrobat per la creazione e la modifica di Pdf indicizzati
Unico difetto, non funziona su Linux (perlomeno, non in accompagnamento ad Acrobat); il che mi costringe a mantenere sul mio portatile anche un vecchio Vista, che del resto serve anche per altri programmi. Ma per fortuna, non è necessario fare scansioni del genere tutti i giorni.
Conseguenza: nelle ultime settimane ho passato un po’ di ore a riordinare gli archivi. Esattamente come visto in altre situazioni da Sellen e Harper, mi sono accorto che in molti casi non c’era necessità di tenere nulla, e ho spedito qualche miriagrammo di carta direttamente nel riciclaggio. Altra roba (una minoranza) è invece passata prima dallo scanner. Gli scaffali alle mie spalle sono molto più ordinati, permettono di recuperare più in fretta le cose necessarie, e non penso di aver perso nulla. In nessun caso ho sentito la mancanza di quello che eliminavo, e, razionalmente, sospetto che non la sentirò mai. Tutto sommato, un ottimo investimento per la produttività.
martedì 30 agosto 2011
Una visita al Museo della carta e della filigrana
La settimana scorsa ho fatto una gita "di famiglia" nelle Marche, e ne ho approfittato per passare anche dal Museo della carta e della filigrana a Fabriano. C'ero già stato qualche anno fa, ma non ero riuscito a sentire la visita guidata: quest'anno invece ce l'ho fatta.
Il Museo naturalmente non è fatto solo di visita guidata. Basta dire che, se ho ben capito le spiegazioni, espone una (piccolissima) parte di filigrane estratte dalla collezione Zonghi: cosa non da poco per chi, come me, un po' di lavoro su Zonghi's Watermarks ha dovuto farlo (nel dettaglio, a proposito della filigrana del manoscritto Vaticano Latino 3210, che ospita la prima stesura delle Prose di Bembo). Ma la parte storica e documentaria purtroppo mi è sembrata sacrificata - poche indicazioni per gli specialisti, mentre se non sbaglio il grosso della collezione Zonghi è alla Biblioteca di Fabriano.
OK, pazienza. Il museo appunto è interessante per le attività didattiche, e la visita guidata offre la possibilità di vedere all'opera diversi strumenti per la produzione della carta. Io personalmente ne sono rimasto affascinato, come buona parte dei bambini - e forse degli adulti - presenti. In particolare, c'è il momento magico: quello in cui uno degli addetti del Museo infila un setaccio con filigrana in una grossa tinozza di acqua sporca e ne estrae... praticamente un foglio di cellulosa, pronto per essere pressato, asciugato e trasformato in carta. Un processo del tutto elementare, ma comunque sorprendente.
Detto questo, l'appetito vien mangiando. Chissà che un anno o l'altro, fatta la visita guidata, non mi riesca di partecipare a uno dei laboratori pratici di produzione e lavorazione della carta...
martedì 16 novembre 2010
Black & Decker
Una delle differenze fondamentali tra testi elettronici e testi su carta, comunque, è: la carta occupa spazio. E così, dopo anni di rinvii, finalmente ho comprato assi e viti e ho messo assieme una libreria per il garage. Il tutto, in sostanza, per contenere un bel po' di numeri di Topolino e Urania che altrimenti sarebbero rimasti nelle casse dell'ultimo trasloco. Non è una cosa sana... anche perché il valore di mercato del contenente, probabilmente, non è molto superiore al costo del legname necessario per contenerlo.
Però, tant'è... Una fila di titoli ben allineati è sempre una soddisfazione.
Prossimo passo - e lavoro per una delle prossime sere: riordinare la raccolta dei Pdf sul computer. Sarà più rapido, ma, temo, molto meno divertente.






